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13/12/19 ore

S&P, Moody's e Fitch: la Corte dei Conti chiede un patrimonio


  • Silvio Pergameno

Sarà la nostra Corte dei conti a mettere a posto i sultani della finanza mondiale, quelle agenzie di rating che, facendo le scarpe alle multinazionali, ai fondi di investimento, alle banche private, pubbliche e alle stesse banche centrali degli stati di tutto il mondo, fanno il buono e il cattivo tempo in tutta l'economia globalizzata?

 

Intere nazioni che possono essere messe sul lastrico, crisi occupazionali di dimensioni incalcolabili, suicidi in massa di c.e.o. e di amministratori delegati, di ministri e capi di stato, intere popolazioni che si ribellano…ma forse Moody’s, Standard and poor, Fitch e compagnia bella hanno finito o stanno per finire i loro giorni.

 

Ne dà notizia il Corriere della Sera, che riprende la notizia dal Financial Times, il quale ha annunciato che la Corte dei conti d’Italia fa causa a Standard and poor's per avere recato 234 miliardi di euro di danni all’erario italiano a causa di calcoli malfondati sulla situazione debitoria del nostro paese, in quanto non si è tenuto conto del nostro patrimonio artistico.

 

Una buona fetta del patrimonio artistico mondiale sta in Italia, infatti: quanti miliardi valgono 'La tempesta' del Giorgione o la 'Fornarina' di Raffaello? e quante centinaia o migliaia di pezzi di tale livello sono sparpagliati per i nostri musei e le nostre chiese?

 

Le motivazioni della citazione saranno rese note il prossimo 19 febbraio e occorrerà leggere cosa hanno scritto i pubblici ministeri della magistratura contabile per cominciare a capire quanto fondato sia l’atto di convocazione in giudizio dei big dell’informazione finanziaria, perchè le perplessità di contenuto e procedimentali certo sono tante.

 

E sono tanti i 234 miliardi che nulla ci impedisce di sognare che tornino a casa. Ma godiamoci almeno un momento di euforia, in media almeno 15.000 a famiglia (calcolata di quattro persone); altro che IMU, restituzione dell’IMU, supplemento di IMU, aumento dell’età pensionabile e tutte le diavolerie che si sono riversate sulle nostre spalle in questi ultimi anni…

 

Un interrogativo angoscioso si affaccia però alla nostra mente; anzi due. Mettiamo che la questione sia fondata e che gli avvoltoi della finanza mondiale debbano darci indietro i 234 miliardi. Ci vorrà però un processo. Ahimè! Dati i tempi della giustizia italiana, tutti gli altri stati parimenti danneggiati arriverebbero prima e noi si correrebbe il rischio di restare a bocca asciutta.

 

E non è tutto. Perché quasi sicuramente, anche se i soldi arrivassero, nelle nostre tasche non finirebbe neanche un centesimo. La voracità del fisco nazionale è troppo nota perché abbia senso nutrire qualche speranza.


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