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18/06/19 ore

Eurozona, quel miraggio nel deserto della crisi


  • Antonio Marulo

"L'economia dell'eurozona è ancora debole, i mesi a venire saranno ancora difficili, i cittadini continuano a sentire l'impatto della crisi e la ripresa ci sarà solo nel 2014": lo ha detto il commissario agli affari economici Olli Rehn, incaricato di turno a spostare l’orizzonte temporale del ritorno alla crescita.

 

Ormai siamo abituati a questo genere di dichiarazioni di adetti ai lavori o sedicenti tali. È dall’inizio della crisi nel 2008, infatti, che le previsioni su una possibile uscita dal tunnel vengono periodicamente aggiornate con il puntuale posticipo della data fatidica.

 

Così, senza voler andare troppo indietro nel tempo, vale la pena almeno ricordare il più recente maldestro andamento previsionale: nel 2011 si indicava il 2012 come anno cruciale; ma già all'inizio dello stesso, si rinviava il lieto evento a metà/fine anno, Maya permettendo, in attesa di un 2013 ricco di buone sensazioni.

 

Giunti alla metà, ecco che il 3 diventa 4: l’Eurozona si riprenderà, ci dicono ora gli esperti ormai con un livello di credibilità prossima allo zero, solo nel 2014; mentre c'è chi sotto sotto già pensa con sospetto al 2015.

 

Incrociamo le dita, confidando per il futuro nel rispetto almeno di una più prudente consegna del silenzio.


Commenti   

 
0 #2 ilSocialista 2013-01-12 02:22
così hanno raggiunto la quadratura del cerchio, il Nirvana bancario; in nessuna altra epoca storica si era raggiunta una condizione tale per cui la finanza può prosperare anche se l'economia va a puttane; anzi, pare proprio che la finanza possa prosperare proprio SE l'economia va a puttane, perchè dai tracolli di individui e persone possono derivare guadagni favolosi e facili;
ovviamente i quattrini non percolano nell'economia e nelle tasche della gente perchè prendono altre strade; dunque il tutto durerà qualche mese e poi si sarà punto e accapo; però nel frattempo chi è ricco lo sarà ancor più e tenterà di comprare pezzi ulteriori di politica; si perchè anche la politica può divenire un bene di mercato soggetto a speculazione ed accaparramento.
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0 #1 ilSocialista 2013-01-12 02:21
L'economia è uno di quei tipici campi in cui anche chi non ne capisce una mazza può essere professore universitario; specie se il tuo modo di pensare è adeguatamente pompato da chi c'ha i quattrini sul serio; perchè si sa, di fronte ai molti quattrini anche il miglior modo di pensare può sbracare e sbarellare; funziona così dai tempi delle Piramidi; comunque il discorso è semplice: questi hanno pompato una tale quantità di moneta nel sistema bancario che al confronto il piano marshall era una manciata di bruscolini rinsecchiti;
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