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18/08/19 ore

Arabia Saudita, con un sms le donne al guinzaglio elettronico


  • Serena Guerrera

L'Arabia Saudita si è dotata di una nuova misura di “sicurezza” riservata al gentil sesso: l’sms sul cellulare del marito di una possibile donna in fuga. In un Paese in cui le donne già vivono sotto i rigidi dettami della legge coranica, obbligate ad indossare il velo integrale, ad uscire di casa solo se accompagnate dagli uomini e a non poter guidare la macchina, mancava adesso lo zampino dell’innovazione tecnologica ad umiliare ulteriormente la popolazione femminile.

 

A scoprire il sistema, elaborato in segreto dall'ufficio dell'emigrazione di Riyadh, è stato proprio un marito che, mentre si trovava in aeroporto con la moglie, ha ricevuto un sms “di allarme” sul proprio cellulare che lo avvisava che la "consorte stava lasciando il Riyadh International Airport".

 

Incredulo e sconcertato dall’accaduto, l’uomo ha deciso di rivolgersi a Manal al-Sharif, nota attivista per i diritti delle donne, che ha rilanciato il caso su Twitter, facendo scoppiare una rivolta da parte dei molti arabi iscritti al social network.

 

"Le autorità utilizzano la tecnologia per monitorare le donne" ha commentato la scrittrice Badriya al-Bishr denunciando "lo stato di schiavitù in cui vivono le saudite, siano esse mogli, madri, vedove, ricche o povere". Secondo la legge islamica, infatti, nessuna di loro può lasciare il Paese senza l'autorizzazione firmata dal tutore, ma “questa tecnologia - continua la al-Bishr - è frutto di una mentalità arretrata che vuole mantenerci alla stregua di detenute".

 

E indignazione è stata espressa non solo da parte del mondo femminile, ma anche da molti uomini, i quali hanno manifestato su Twitter la loro completa disapprovazione per la decisone del governo: “Fra qualche anno il governo inserirà nelle nostre mogli un microchip, in modo da poterle seguire ovunque!". Quando la realtà supera la fantascienza.


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