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21/10/19 ore

Violenza sulle donne e femminicidio, non bastano le giornate dedicate


  • Florence Ursino

'Un dono di Dio è la donna sensata e silenziosa', recitano le Sacre Scritture. Poi, Lei, in poco più di duemila anni, a forza di gorgheggiamenti, ha ritrovato folle coraggio e impertinente voce e il regalo divino si è trasformato in diabolica creatura. Ma Lui rivuole il suo angelo muto, e lo vuole senza ali né canti: così, ogni anno, in media 120 donne, in Italia, muoiono per mano di uomini incapaci di controllare il proprio amore, la propria gelosia, la propria innata propensione a dover, 'necessariamente', dominare.

 

E poi ci si ritrova a Novembre, a guardare i volti delle 115 donne uccise dall'inizio del 2012 da mariti, compagni, ex-fidanzati, corteggiatori lucidamente folli, aspettando che, improvvisamente, il 25 di questo mese, data scelta dalle Nazioni Unite per istituire la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, cori sdegnati e dichiarazioni ad hoc possano tamponare in qualche modo i fiotti di sangue di cui si sporca quotidianamente la comune indifferenza.

 

Ma il femminicidio, l'omicidio di una donna motivato unicamente dal suo essere donna, è oramai diventato uno sterminio costante, spaventoso, sistematico, strutturale: un'emergenza da fronteggiare con più mezzi, una necessità politica, prima che sociale, da espletare attraverso azioni mirate.

 

Ratificando in Parlamento, ad esempio, la Convenzione di Istanbul, “lo strumento più efficace ed onnicomprensivo per la prevenzione e il contrasto della violenza domestica e sulle donne, per la tutela e la protezione delle vittime, per la punizione di chi commette violenza”, come spiegato da Federica Mogherini, responsabile globalizzazione per il PD e membro dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, durante il seminario organizzato ieri dalla Camera proprio per promuovere la ratifica dell'importante documento.

 

Un'iniziativa - a cui hanno partecipato, tra gli altri, la Ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, con delega alle Pari Opportunità, Elsa Fornero, e il sottosegretario agli Affari Esteri, Marta Dassù – nata dalla necessità imperante riconosciuta dal Parlamento, dalle Istituzioni, dai media, dalle organizzazioni non governative e dai centri antiviolenza, di ratificare al più presto una Convenzione che, ha affermato Deborah Bergamini, segretario della delegazione italiana al Consiglio d'Europa e membro del Network parlamentare 'Donne libere dalla violenza', “non è un 'opuscoletto', una lista di buone intenzioni, bensì uno strumento di azione vivo e potente a disposizione degli Stati”.

 

Anche di quelli che purtroppo non considerano la caduta negli inferi dell''ex angelo del focolare' ripudiato dal dio maschio una priorità.

 

- "Violenza sulle donne - Verso la ratifica della Convenzione di Istanbul del Consiglio d'Europa" (video da radioradicale.it)

 


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