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18/08/19 ore

Legge 40, disconoscimento di bambini in provetta ripristina principio d'uguaglianza


  • Silvia Soligon

La legge 40 continua ad essere al centro del dibattito politico. Ultima modifica richiesta è concedere anche alle donne che hanno concepito un figlio tramite le tecniche di procreazione medicalmente assistita (Pma) di poterlo disconoscere al momento della nascita, possibilità già concreta nel caso delle altre madri.

 

A richiederla è stato il deputato Idv Antonio Palagiano attraverso un emendamento approvato dalla Commissione Affari sociali della Camera. “Non esistono madri di serie A e di serie B – ha spiegato Palagiano - e per questo non posso che essere soddisfatto per l’approvazione dell’emendamento a mia prima firma”.

 

Il dipietrista non è, però, l'unico ad essere soddisfatto dal giudizio della Commissione. Ad esprimersi a favore della modifica di una norma che si poneva in netto contrasto con il comma 1 dell'articolo 30 del Dpr 396/2000 sono anche Livia Turco, Ignazio Marino e l'avvocato Filomena Gallo, segretario dell’associazione Luca Coscioni.

 

Pur ammettendo di non essere a conoscenza di casi in cui una donna che abbia concepito grazie a Pma abbia poi deciso di rinunciare al proprio figlio, Gallo ha sottolineato che “si tratta del ripristino di un principio generale di uguaglianza tra gravidanze da fecondazione artificiale e spontanee”.

 

Di tutt'altro parere Eugenia Roccella, secondo cui la modifica dovrebbe essere abrogata. Analoga la posizione di Paola Binetti, secondo cui “l’emendamento Palagiano tradisce la legge 40”.

 

“Questo governo, tecnico ed europeista in materia economica, si comporti da tecnico ed europeista anche in materia sanitaria – ha commentato il senatore Ignazio Marino -, liberandoci da una legge piena di incoerenze e di corbellerie scientifiche e mediche”.


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