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20/11/18 ore

Eutanasia legale, Dj Fabo: alla Corte Costituzionale per fare comunque chiarezza



E ora non resta che attendere la decisione della Corte Costituzionale: “una grande occasione per riconoscere una libertà fondamentale”. In ogni caso, qualunque sia la decisione dei giudici, "il Legislatore avrà il compito di definire regole e procedure per riconoscere questo diritto”. Di questo è convinto Marco Cappato, che al termine dell'udienza pubblica sul caso di suicidio assistito di Fabiano Antoniani, noto come dj Fabo, ha voluto richiamare alla responsabilità il Parlamento, dove da 5 anni giace la legge di iniziativa popolare sull'Eutanasia legale. 

 

Sul piano più strettamente politico, Cappato - che rischia 12 anni di carcere per aiuto al suicidio – si è detto dispiaciuto che contro di lui “si sia costituito il Presidente del Consiglio Conte, invocando addirittura l'intervento del legislastore”. "Avevo capito – ha sottolineato - che tra gli obiettivi di questo governo ci fosse la rapida e certa trattazione delle leggi di iniziativa popolare. Noi da 5 anni attendiamo l'intervento del legislatore sulla nostra legge di iniziativa popolare per l'eutanasia legale".

 

Il tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni ha colto poi l'occasione per ringraziare ancora una volta “Fabiano Antoniani per aver deciso di "agire pubblicamente invece che nella clandestinità, consentendo questa occasione che comunque sia sarà un'occasione di chiarezza per altri casi di altre persone che si trovino nella stessa condizione di offerenza insopportabile”.

 

L'udienza della Consulta tenutasi oggi a Roma ha riguardato il dubbio di costituzionalità sollevato dalla Corte di Assise di Milano nel processo a carico di Marco Cappato per violazione dell’art. 580 del Codice penale, denominato proprio “Istigazione o aiuto al suicidio”, a seguito di "un'azione in cui lo stesso Cappato si è autodenunciato: "un'azione di disobbedienza civile e di obbedienza a quello che" ha "ritenuto un dovere morale di aiutare Fabiano". (red)


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