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28/05/18 ore

Patrizia Cocco, la prima libera scelta grazie alla nuova legge sul Biotestamento



Il primo caso noto di interruzione delle terapie dopo l’entrata in vigore del Biotestamento è quello di Patrizia Cocco.

 

Affetta da Sla, Patrizia ha rinunciato alla ventilazione meccanica dando il consenso per l'inizio della sedazione palliativa profonda. La nuova legge infatti permette ai medici di dare subito esecuzione alla volontà del paziente senza doversi rivolgere al giudice, come succedeva prima.

 

"E' stata una scelta molto lucida e coraggiosa - ha detto all'ANSA il suo avvocato e cugino Sebastian Cocco -, sottolineando che "la legge, che tutela il diritto alla salute, alla dignità e all'autodeterminazione, Patrizia Cocco la aspettava da anni, da quando sentiva di essere imprigionata nella malattia dentro la quale sopravviveva a una vita che lei in quelle condizioni non voleva più vivere".

 

Nello scorso mese di giugno, Patrizia Cocco si era rivolta all'Associazione Luca Coscioni per richiedere informazioni sul percorso da affrontare per giungere al diritto di porre fine alla propria esistenza e ad una vita che dopo anni di malattie non riteneva più degna di essere vissuta.

 

Allora le fu indicata la possibilità di seguire il percorso già solcato, attraverso una lunga battaglia nei tribunali, da Walter Piludu quando la legge riconobbe come un dovere, per il medico, quello di adempiere le volontà del paziente se intenzionato a rifiutare l’accanimento terapeutico, in relazione agli artt. 13 e 32, comma 2 Costituzione. 

 

Patrizia scriveva tramite un “comunicatore” oculare, grazie all’uso di occhi compromessi dalla Sla. Si definiva come una persona che non viveva più, in quanto attaccata alle macchine ogni giorno, per tutto il giorno, e riferiva di vivere un incubo, di non essere in grado di muovere muscoli… Voleva solo smettere di soffrire. Ma non poteva permettersi la Svizzera.

 

Grazie alla nuova legge, ora ha potuto farlo in Italia.

 

 


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