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19/08/22 ore

Pena di morte: Iraq, 26 esecuzioni in tre giorni



L'Iraq ha giustiziato, tra il 27 e il 29 agosto 2012, 26 persone condannate per reati connessi al terrorismo, tra cui un siriano e un saudita, ha reso noto un portavoce del Ministero della Giustizia. Le condanne a morte sono state eseguite dopo che il Consiglio di Presidenza iracheno ha approvato i verdetti di morte per tutti i detenuti.

 

 

Il 27 agosto, "il ministero della giustizia ha effettuato 21 esecuzioni nei confronti di condannati per terrorismo, tra cui tre donne," ha detto in un comunicato Haidar al-Saadi, portavoce del ministero iracheno della Giustizia, senza fornire ulteriori dettagli.

 

Il 29 agosto, l'Iraq ha giustiziato altri cinque detenuti condannati per analoghi reati di terrorismo, ha annunciato il Ministero della Giustizia.

 

Le 26 esecuzioni, che hanno portato ad almeno 96 il numero delle persone giustiziate quest'anno, sono state un aumento significativo e preoccupante rispetto all'anno precedente, quando sono state impiccate almeno 68 persone.

 

Il 31 agosto, il portavoce del Ministero della Giustizia ha confermato che il cittadino saudita Masawee Mazin era stato giustiziato tramite impiccagione insieme ad altri 25 prigionieri accusati di terrorismo. Haydar Al-Sadi ha detto a Okaz/Saudi Gazette che Masawee e gli altri erano stati trasferiti il 27 agosto nella cella dei condannati e impiccati nel giro di tre giorni. C'erano giordani e siriani tra i prigionieri giustiziati. Masawee era stato arrestato il 4 agosto 2010, con l'accusa di far parte di un gruppo terroristico che aveva fatto saltare in aria una stazione di polizia a Baghdad, ha detto il portavoce del Ministero della Giustizia.

 

Fonti della prigione hanno detto che prigionieri arabi, in particolare sauditi, hanno iniziato uno sciopero della fame a seguito dell'esecuzione di Masawee per chiedere alle autorità irachene di fermare le esecuzioni e rilasciare i prigionieri che sono stati ingiustamente accusati di attività terroristiche senza prove evidenti.

 

Anche Talal Al-Zawbaee, un deputato dalla lista Iraqiya, ha chiesto al Ministero della Giustizia di fermare le esecuzioni. In una conferenza stampa, si è chiesto perché le esecuzioni avevano avuto luogo pochi giorni prima che il Parlamento stesse per votare una legge di indulto generale. "E’ inaudito e senza precedenti nella storia irachena. Si mette il governo in cattiva luce nei confronti dei rapporti sui diritti umani da parte delle organizzazioni internazionali.”  Nessuno tocchi Caino (Fonti: AFP, 28/08/2012; IANS, 29/08/2012; Okaz/Saudi Gazette, 31/08/2012)


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