Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.

12/08/22 ore

Staminali , Celeste: una vita in "giudizio"



Celeste, due anni, affetta da atrofia muscolare dalla nascita, con un'aspettativa di vita di pochi mesi. La speranza di vivere appesa a una cura “proibita” con le cellule staminali umane sperimentata allo Spedali civili di Brescia dalla onlus Stamina Foundation, capace a quanto sembra, di evitare che la paralisi progressiva dei muscoli degeneri fino a toglierle la capacità di respirare.

 

La cura prevede il trapianto del midollo e iniezioni periodiche di cellule staminali da un donatore, che nel caso di Celeste è la madre. Dopo una fase di trattamento, le iniezioni periodiche sono riuscite a ridare a Celeste l'uso di braccia e gambe.

 

Tutto questo prima che in data 8-9 maggio 2012 il Nas di Torino, in esecuzione di delega emessa dalla Procura della Repubblica di Torino a firma del pm Raffaele Guariniello, effettuasse un sopralluogo ispettivo di accertamento, acquisizione e documentazione agli Spedali Civili, coadiuvati da personale ispettivo Aifa, per verificare i dettagli tecnici relativi alla produzione e somministrazione di cellule staminali a pazienti in cura presso l'ospedale.

 

L’inchiesta di Guariniello ha investito l’attività della Stamina Foundation e del dott.  Davide Vannoni (considerato un pioniere in materia) per il reato di associazione a delinquere “per non aver avuto alcuna autorizzazione sanitaria e fornito prove serie sul trattamento in questione”.

 

Con proprio atto l'Aifa, sentito il ministro della Salute e in via cautelare, ha vietato all'azienda ospedaliera bresciana di effettuare prelievi, trasporti, manipolazioni, coltura, stoccaggio e somministrazione a pazienti di cellule umane previsti dall'accordo di collaborazione tra l'azienda ospedaliera e la Stamina Foundation.

 

Questo perché sono state riscontrate irregolarità e "condizioni strutturali di cattiva manutenzione e pulizia, senza - afferma il rapporto dell’Aifa - che si possa garantire la protezione del prodotto da contaminazioni ambientali".

 

Dal blocco della terapia lo stato di salute di celeste è nuovamente peggiorato. Ora si attende la decisione del giudice del lavoro di Venezia. Martedì 21 agosto si svolgerà infatti l'udienza che dovrà decidere se la bambina potrà riprendere le iniezioni di staminali, rimuovendo di fatto il blocco imposto dall’Aifa. (A.M.)


Aggiungi commento