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01/06/20 ore

Steinway in Rome with Baldo


  • Giovanni Lauricella

Le opere più recenti di Baldo Diodato sono esposte da Pio Monti, una delle gallerie storiche dell'arte contemporanea della capitale, nello splendido palazzo Mattei, la cui piazza è famosa per la cinquecentesca Fontana delle tartarughe di Taddeo Landini.

 

Le opere che si vedono in mostra sono eseguite con la nota tecnica del frottage, faticosa ed impegnativa; il nostro artista piega col martello le lamiere sulla forma prescelta  e così riproduce il caratteristico pavimento delle strade romane, fatto di ciottoli detti sampietrini. Una esecuzione a sbalzo che per la sua forza evocativa mi ricorda il gesto pittorico della sgocciolatura di Jackson Pollock, il dripping, con cui egli faceva rivivere le creazioni pittoriche dei nativi americani, che disegnavano facendo cadere a terra delle sabbie colorate.

 

In questo senso Baldo Diodato, di origine napoletane ma che ha vissuto per lungo tempo a New York, mi appare come uno sciamano, uno sciamano romano. Infatti, evocando un particolare della città eterna, un dettaglio anch'esso senza tempo, che tutti abbiamo sotto i piedi, ne coglie l'anima segreta e l'intima essenza.

 

Un vero rito, dunque, quello operato anche questa volta da Baldo Diodato, che, volendo, diventa una performance se viene eseguita in pubblico. Tale , infatti, rimane nei nostri ricordi un evento creato  da lui insieme a Renato Nicolini a piazza della Moretta, qualche anno fa.

 

Questa volta  Baldo ha fuso le emozioni estetiche con il suono del pianoforte suonato da Antonio Caggiani, che si è servito dello strumento a coda che si trova nella galleria di Pio Monti. Infatti il pianoforte ha la nera copertura superiore rivestita dal tipico effetto sampietrini di colore argenteo propria del materiale metallico eseguita da Baldo, in pratica lo ha trasformato in un suo strumento visuale/musicale, installazione concettuale in un mix di emozioni diverse, che hanno coinvolto piacevolmente il fortunato pubblico presente alla performance.

 

Così ben sintetizza Achille Bonito Oliva: “Per  merito di Baldo Diodato il pianoforte di Pio Monti si trasforma in un fortepiano con la duplice capacità di rendere visibile l'invisibile, cioè la musica, e fondare una forma stereofonica che si vaporizza nei dintorni dell'opera fino a diventare colonna sonora del nostro quotidiano”.

 

Stainway in Rome with Baldo

Piomonti arte contemporanea

Piazza Mattei, 18

dal 15 gennaio 2014 al 15 febbraio 2014

 

 


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