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23/08/19 ore

007 e fumetti, così il Gotha delle matite ha dato colori e nuvole a sfide senza tempo



di Silvia Lanzani

 

Il James Bond di Ian Fleming insieme a Max Fridman e il gruppo di Novgorod. Una galleria di fumetti che raccontano pensieri e vissuti, riproponendo la cultura della sicurezza, ma con strisce colorate e una pennellata di ironia che non guasta neanche tra le spie. 

 

In queste pagine gli agenti segreti cambiano il sangue, scalano pareti nord e salvano fanciulle, imparando a proprie spese che nessun tunnel è sicuro e bisogna seguire le tracce che portano alla tana del lupo anche quando una pioggia sbieca mitraglia le strade.

 

Ma c’è anche il volto umano degli 007, il loro essere Privatdenker, pensatori solitari che si misurano per scelta di vita con un Male sempre da combattere. In tante ‘nuvole’ che compongono le strisce passano dialoghi veri, la voglia di conoscere, la necessità di non fermarsi, la bellezza per l’arte e gli amori perduti, il buon bere e un ottimo sigaro.

 

Sempre ci sono le donne (spesso spie) per cui hanno perso l’anima o si sono tolte bende modyranfi ferite e cicatrici. E a volte anche i silenzi - per non perdere le buone abitudini del mestiere- racchiudono storie che escono dalla pagina.

 

Un libro che riconcilia lo spirito, spill-over positivo di altre narrazioni è il nuovo lavoro di Giuseppe Pollicelli, pubblicato dall’editore Nuovana  Argos: si intitola Fumetti d’intelligence. Lo spionaggio a strisce dalle origini a oggi(pagine 368 e 5 inserti a fumetto, € 25,00), introduzione di Daniele Barbieri, con fumetti inediti di Vittorio GiardinoGiancarlo AlessandriniMassimo RotundoWalter Venturi Onofrio Catacchio.

 

A cucire queste pagine l’algoritmo futuro, il segreto del ‘Man in the middle’ e la capacità di vedere connessioni per capire quale reti tirare nei mille teatri operativi di ogni giorno. 

 

E se come scriveva Machiavelli c’è doppio piacere a ingannare chi inganna, questi fumetti presentano una grande arcata che va da Zagorad Alan Ford, agente segreto tutto da ridere, con il mitico Gruppo TNT, insieme a Martin Mystère contro gli Uomini in Nero e allo Sconosciuto, del grande Magnus.

 

Il tema ‘intelligence e fumetto’, pur nell’ardita originalità, non dovrebbe stupire più di tanto gli amanti del genere, poiché da tempo l’autore di questo volume vi si dedica con passione proponendo approfondimenti in una rubrica dedicata al tema sul trimestrale Gnosis, la Rivista italiana di intelligence.

 

Una scommessa vinta ma anche l’inizio di un nuovo modo - e con meno scale di grigio - di raccontare l’antica arte dello spionaggio. In fondo, come voleva il Eraclito, fa parte del gioco dell’essere il nostro resistere “al fulmine che governa ogni cosa”. 

 

 

 


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