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20/09/17 ore

La Randagia di Valeria Montaldi. Coinvolgente thriller sulla condizione femminile



Tra i libri finalisti candidati al Premio Pavoncella, “La Randagia”di Valeria Montaldi (Edizioni Piemme), sotto le mentite spoglie del genere thriller, sollecita profonde riflessioni sulle problematiche della condizione femminile passata e presente.

 

Significativa la scheda elaborata dalla casa editrice Piemme che così descrive il libro: “1494 - Nella vecchia casupola annidata fra i boschi di Machod, vive, sola, Britta da Johannes, una giovane, bellissima donna. Sebbene siano in molti a ricevere beneficio dai suoi rimedi erboristici, Britta suscita paura. La sua solitudine è alleviata dal legame, appassionato e furtivo, con il figlio del castellano. Quando un doloroso avvenimento mette fine alla loro storia d’amore, per Britta comincia una terribile discesa all’inferno. Maldicenze e calunnie si accumulano contro di lei, fino ad arrivare alle orecchie dell’inquisitore. Il giudizio finale è inappellabile: Britta è una strega e il suo destino è il rogo.

 

2014 - È un gelido mattino di novembre quando Barbara Pallavicini, studiosa di medievistica, raggiunge le rovine del castello di Saint Jacques aux Bois. Lì troverà l’ultimo tassello della sua ricerca, l’iscrizione lasciata da una donna condannata per stregoneria. Nella penombra del sotterraneo, gli occhi di Barbara incontrano quelli spenti di un cadavere. Atterrita, chiama i carabinieri. Giovanni Randisi, maresciallo del Comando di Aosta, identifica la vittima: è una ragazza del luogo, ossessionata da storie di demoni e malefici. Le indagini, in lotta contro il tempo, diventano ancora più affannose quando si viene a sapere che la migliore amica della vittima è misteriosamente scomparsa. Perché una ragazza dedita all’occulto è stata uccisa fra le stesse mura che cinquecento anni prima avevano imprigionato una strega? E se la soluzione dell’enigma affondasse le radici proprio in quel lontano passato?”.

 

Un romanzo senz’altro avvincente, pieno di colpi di scena che si susseguono senza tregua, pagina dopo pagina. La divisione in due epoche ben distinte, 2014 e 1494, accresce fascino e mistero creando un legame tra donne del presente e del passato, un passato in cui spesso furono ritenute streghe e messe al rogo per pregiudizi e ignoranza, pregiudizi riscontrabili ancor oggi. Intorno a loro si muovono in effetti squallidi personaggi di piccole comunità, gente meschina e sospettosa che non ama i “diversi”, un continuum tra le due epoche in una lotta tra il bene e il male.

 

Dai cenni biografici apprendiamo che Valeria Montaldi è nata a Milano, dove ha seguito gli studi classici e si è laureata in Storia della Critica d'Arte. Dopo una ventina d'anni di giornalismo dedicato a luoghi e personaggi dell'arte e del costume milanese, nel 2001 ha esordito nella narrativa con Il mercante di lana (Premio Città di Cuneo, Premio Frignano, Premio Roma), a cui sono seguiti Il signore del falco, Il monaco inglese (finalisti Premio Bancarella), Il manoscritto dell'imperatore (Premio Rhegium Julii), La ribelle (Premio Città di Penne, Premio Lamerica, Prix Fulbert de Chartres), La prigioniera del silenzio. I suoi romanzi sono pubblicati in Francia, Spagna, Portogallo, Germania, Grecia, Serbia, Ungheria, Brasile.

 

Giovanna D’Arbitrio

 

 


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