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14/07/24 ore

Una donna chiamata Maixabel, di Icíar Bollaín. Una storia vera, tra violenza e perdono


  • Giovanna D'Arbitrio

Vincitore del Premio Goya per migliore attrice protagonista a Blanca Portillo e migliore attore non protagonista a Urko Olazabal, il filmUna donna chiamata Maixabel, di Icíar Bollaín,è ispirato ad una storia vera e narra i fatti accadutiil29 luglio del 2000, quando fu assassinato a Tolosa da un commando dell’ETA Juan María Jaúregui, ex Governatore civile di Guipuzkoa, che negli anni giovanili aveva fatto parte dell'ETA per poi uscirne nel 1972 non approvandone i metodi violenti. 

 

Gli assassini furono catturati e poi condannati a 39 anni di carcere. Nel 2014 uno di loro, Ibon Etxezarreta, chiese di incontrarne la vedova, Maixabel Lasa, divenuta direttrice della Oficina de Atención a las Víctimas del Terrorismo dal governo basco. 

 

Il film descrive il percorso che conduce a questo incontro: Maixabel Lasa (Blanca Portillo), decide di andare nel carcere Nanclares de la Oca, ad Álava, dove incontra Ibon.

 

A chi le chiede come mai sia disposta a guardare negli occhi l'assassino di Juan, ella risponde che nella vita tutti meritano una seconda chance, poiché “con la violenza non si ottiene assolutamente nulla, quello che devi fare è fare le cose in un altro modo, con pedagogia, ascoltando il prossimo e risolvendo i problemi che abbiamo quotidianamente, usando soprattutto la parola”.

 

Senz’altro Iciar Bollain non ha mai evitato temi scottanti, ma in questo film l'argomento appare ancor più arduo da trattare perché affonda le radici in un passato storico-politico non molto lontano.

 

Davvero magistrale l'interpretazione sia di Blanca Portillo che di Luis Tosar nel far rivivere i cosiddetti anni di piombo. 

 

Validi anche gli altri interpreti, come María Cerezuela, Urko Olazabal, Tamara Canosa, María Jesús Hoyos, Arantxa Aranguren, Bruno Sevilla, Josu Ormaetxe. La sceneggiatura è di Isa Campo, IcíarBollaín, la  fotografia di JavierAgirre il montaggio di Nacho Ruiz Capillas, le musiche di Alberto Iglesias.

 

Icíar Bollaín Pérez-Mínguez, nata a Madrid nel  1967, è attrice, regista e sceneggiatrice. Tra i suoi film ricordiamo Hola, ¿estás sola? (1995), Flores de otro mundo (1999), Ti do i miei occhi (Te doy mis ojos) (2003), Mataharis (2007),También la lluvia (2010),Katmandú, un espejo en el cielo (2011), El olivo (2016), Yuli - Danza e libertà (Yuli) (2018),Il matrimonio di Rosa (La boda de Rosa) (2020)

 

Ecco il trailer del film (da Coming Soon).

 

 

 


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