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26/06/24 ore

The Whale, di Darren Aronofsky. Tra sensi di colpa, diversità e redenzione


  • Giovanna D'Arbitrio

Presentato in concorso al Festival di Venezia 2022, il film The Whale di Darren Aronofsky (tratto dall'omonima opera teatrale di Samuel D. Hunter), ha ottenuto 3 candidature a Premi Oscar, 1 candidatura a Golden Globes, 4 candidature a BAFTA, 4 candidature ai Critics Choice Award, 2 candidature a SAG Awards, 1 candidatura a Producers Guild

 

Il film racconta la storia di Charlie (Brendan Fraser), un professore d'inglese affetto da grave obesità che vive chiuso in casa, tenendo corsi di scrittura online con la webcam spenta per celare il suo aspetto, guardando la tv e mangiando in modo compulsivo.

 

L'unica persona che Charlie frequenta è Liz (Hong Chau), l'amica infermiera che lo aiuta a curarsi. Quando una diagnosi rivela a Charlie che gli resta poco tempo da vivere, egli decide di riallacciare i rapporti con la figlia diciassettenne Ellie (Sadie Sink), da lui abbandonata da bambina per l’amore verso Adam, il cui suicidio lo aveva molto provato a livello psicologico. Negli ultimi giorni di vita accetta aprire la sua casa anche all'ex moglie Mary (Samantha Morton) e a Thomas (Ty Simpkins), un giovane missionario della New Life Church che entrato per caso nella sua casa un giorno di pioggia, tenta di convertirlo. 

 

In verità il drammatico finale dà adito a diverse interpretazioni. In esso, in effetti, Ellie sfida il padre a darle una prova del suo affetto alzandosi in piedi e uscendo dalla porta di casa. Charlie accetta benché sia conscio che ciò lo porterà alla morte. Mentre cammina, impone alla figlia di leggere un saggio su Moby Dick scritto da Adam (il cui suicidio ha causato in lui un senso di colpa). Quando Charlie arriva alla porta rivede se stesso bambino e, avvolto da una luce bianca, si sente in pace.

 

Lo stesso Brendan Fraser ha dato una sua spiegazione di tale finale: “Lo sforzo di camminare è più di quanto Charlie possa sopportare e muore, mentre Ellie legge il saggio - egli ha affermato - Alla fine sembra che risplenda una luce intensa tutto intorno, che potrebbe essere interpretata letteralmente come se Charlie sia asceso al cielo o in senso figurato per dimostrare che sia redento”

 

Insomma tra "Moby Dick", la Bibbia e la pièce teatrale di Hunter, autore della sceneggiatura, Aronofsky ritorna al tema ricorrente della deriva fisica come mezzo della redenzione spirituale. Altro tema presente nel film è quello della ricerca della verità: ai suoi studenti Charlie insegna a inseguire la verità in ciò che li circonda, verità che dovrà cercare anche lui prima di accettare la morte.

 

Senz’altro un film molto particolare che si avvale di un ottimo cast, della fotografia di Matthew Libatique, del montaggio di Andrew Weisblum, delle musiche di Rob Simonsen.

 

Tra i film del regista ricordiamo Il teorema del delirio (π, 1998), Requiem for a Dream (2000), The Fountain - L'albero della vita (The Fountain,  2006), The Wrestler (2008), Il cigno nero (Black Swan, 2010), Noah (2014), Mother! (2017).

 

Ecco il trailer del film (da Coming Soon).

 

 


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