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14/06/24 ore

Chiara, di Susanna Nicchiarelli. Il tema della condizione femminile


  • Giovanna D'Arbitrio

Chi ha visto nel 1972  Fratello sole, sorella luna, di Franco Zeffirelli, con un cast internazionale, vincitore del David di Donatello per la miglior regia e candidato all'Oscar per la migliore scenografia nel 1974, non può non vedere i limiti del film Chiara, di Susanna Nicchiarelli che comunque ha il merito di aver messo in rilievo la figura di S. Chiara.

 

Ricordando quando da bambina vide il film Zeffirelli, la regista ha affermato che rimase colpita dalla scena in cui Francesco si spoglia davanti al Papa e per lei “Francesco è quella cosa là, Chiara è quella cosa là e sicuramente l’immagine di Chiara diventa anche un’immagine femminista per un motivo molto preciso, perché Chiara voleva fare quello che ha fatto Francesco e non le è stato permesso. La sua lotta è diventata anche una lotta per i suoi diritti di donna e per le donne che raccoglieva attorno a sé (…)La vita di Chiara, meno conosciuta di quella di Francesco, ci restituisce l’energia del rinnovamento, l’entusiasmo contagioso della gioventù, ma anche la drammaticità che qualunque rivoluzione degna di questo nome porta con sé ".

 

"Io credo che il messaggio di Chiara, la contemporaneità della sua storia sia molto forte - ha poi aggiunto - Quella di Chiara e di Francesco è una scelta politica, radicale e di critica a una società ingiusta, com’era quella di allora e com'è quella di oggi dove, la differenza tra chi ha tutto e chi non ha niente era ed è enorme. Nella storia del film Chiara e Francesco si mettono dalla parte degli ultimi e scelgono la povertà, scelgono di costruire una comunità che non ha rapporti gerarchici, di potere, quindi il messaggio è profondamente rivoluzionario".

 

Presentato in concorso nel 2022 alla Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, il film è ambientato ad Assisi nel 1211, quando la diciottenne Chiara (Margherita Mazzucco) di notte scappa di casa con l’aiuto del suo caro amico Francesco (Andrea Carpenzano) per vivere in povertà, castità e preghiera, malgrado l’opposizione dei familiari.

 

Inizia così per lei una vita al servizio degli altri presso il monastero di San Damiano: fermamente decisa a perseguire il suo obiettivo di praticare la carità cristiana, Chiara si opporrà alla clausura e perfino al Papa, lottando insieme ad altre consorelle che condividono le sue idee. E comunque tutto sarà più difficile per lei, anche rispetto alle battaglie dell’amico Francesco, perché è una donna.

 

Dopo aver descritto donne particolari, come la cantante Christa Päffgen nel film Nico ed Eleanor Marx, figlia di Karl, in Miss Marx, la regista si è concentra sulla figura di S. Chiara, una donna forte e determinata che fondò l'ordine delle Clarisse in cui rifiutò ogni impostazione gerarchica affermando "qui non ci sono serve" e rifiutando di definirsi badessa. Come nelle opere precedenti, in effetti, la regista ancora una volta ha focalizzato la sua attenzione sul tema di una figura femminile all'interno di una società patriarcale.

 

Rispetto ad altri film appare diversa anche la figura di Francesco il quale, pur condividendo gli ideali di Chiara, rinnega tuttavia il rapporto paritario con le consorelle, in quanto femmine "origine del peccato".

 

Un bel film, supportato da un valido cast includente, oltre agli interpreti già citati, anche Carlotta Natoli, Paola Tiziana Cruciani, Flaminia Mancin, Valentino Campitelli, Paolo Briguglia e Luigi Lo Cascio nei panni di Papa Gregorio IX. Notevoli sceneggiatura di Susanna Nicchiarelli e Chiara Frugoni, fotografia di Crystel Fournier, musiche di Anonima Frottolisti.

 

Ecco il trailer del film (da 01Distribution)

 

 


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