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14/12/19 ore

The Irishman, di Martin Scorsese. Un interessante spaccato d’epoca


  • Giovanna D'Arbitrio

Presentato in anteprima in Italia al Festival di Roma 2019, The Irishman, di Martin Scorsese, è stato ispirato dal saggio “L'irlandese. Ho ucciso Jimmy Hoffa” (I Heard You Paint Houses) di Charles Brandt, basato sulla vita di Frank Sheeran, pubblicato in Italia da Fazi Editore nel 2019 col titolo appunto di  The Irishman.

 

Il film inizia con immagini di una casa di riposo dove Frank (Robert De Niro), ormai vecchio, seduto su una sedia a rotelle, inizia il racconto della sua vita: veterano della Seconda Guerra Mondiale divenuto poi autista di camion, incontra per caso Russell Bufalino (Joe Pesci), boss della mafia a Filadelfia, e diventa suo amico.

 

Quando anche le loro famiglie stringono amicizia, spinto dalla crescente fiducia in lui, Russell decide di presentarlo a Jimmy Hoffa (Al Pacino), il capo del sindacato dei camionisti, un tipo vulcanico e irascibile, ma anche capace di sinceri sentimenti. Frank diventa suo consigliere e amico, ma quando Hoffa entra in conflitto con Anthony Provenzano (Stephen Graham) e non obbedisce agli ordini dei capi, Frank è costretto a tradirlo e ad eliminarlo.

 

Il brutale assassinio, anche se da lui portato a termine a malincuore per rispettare le leggi della mafia, è disapprovato dai personaggi femminili del film in modo silenzioso e rassegnato. Solo Peggy Sheeran (Anna Paquin) rompe i rapporti con il padre, per il legame affettivo che la legava alla vittima fin dall’infanzia.

 

Le intricate avventure criminali di questi tre personaggi attraversano la storia americana offrendo un possente spaccato d’epoca, presentato in uno stile quasi documentaristico dalla sceneggiatura di Steven Zaillian, supportato da grandi interpreti, dalla fotografia di Rodrigo Prieto, dal montaggio di Thelma Schoonmaker, dalle musiche di Robbie Robertson.

 

Anche se il film ha riscosso il plauso della critica, appare forse come un’opera più adatta a cinefili che al grande pubblico, sia per la durata (3 ore e 30 minuti) che per i sottotitoli necessari per assenza di doppiaggio in italiano.

 

Numerosi sono i film del grande Martin Scorsese, tra i quali ricordiamo Mean Streets(1973),Alice non abita più qui (1974),Taxi Driver (1976),New York, New York (1977), Toro scatenato(1980),Il colore dei soldi(1986), L'ultima tentazione di Cristo (1988), Cape Fear (1991, L'età dell'innocenza (1993), Kundun (1997), Gangs of New York (2002), The Aviator (2004), The Departed (2006), Shutter Island (2010), Hugo Cabret (2011), The Wolf of Wall Street (2013), Silence (2016)

 

Ecco un’intervista al regista (da Husam Sam Asi)

 

 


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