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12/08/22 ore

Venezia Cinema, la sessantanovesima edizione di un festival che suscita attese



Zero routine per la sessantanovesima edizione del festival lagunare che schiera quest’anno molti esordienti e una percentuale di cineaste nutrita come non mai (siamo intorno al trenta per cento del totale), superando in quote rosa persino Cannes che quest’anno ha declinato tutto o quasi al maschile.

 

Si va da Selena Gomez e Vanessa Hudgens per Spring Breakers di Harnomy Korine (in concorso) a Zac Efron con At Any Price di Ramin Bahrani, ai giovani  francesi Clèment Mètayer e Lola Creton protagonisti di Apre's mai di Olivier Assayas, storia di un sessantottino indeciso tra politica e voglia di fare cinema. Tra gli italiani Filippo Scicchitano e Giulia Valentini, in Un giorno speciale di Francesca Comencini sul precariato del lavoro giovanile.

 

Ma sarà la prima volta anche per nomi già noti e notissimi come Susanne Bier (premio Oscar per In un mondo migliore) con Den Skaldede Frisør con Pierce Brosnan ambientato in costiera amalfitana . E Daniele Ciprì  in concorso con E' stato il figlio, con l’onnipresenteToni Servillo interprete principale anche della Bella addormentata di Marco Bellocchio ,sulla controversa vicenda di Eluana Englaro.

 

E, debuttante d’eccezione, sarà clamorosamente Robert Redford, davanti e dietro la macchina da presa del suo The Company You Keep, racconto appassionato di una associazione di reduci del Viet Nam nei primi anni settanta.

 


 

Molti inoltre i film che hanno per tema la musica. Uno su tutti Bad 25, ovvero Michael Jackson secondo  Spike Lee.

 

E non mancheranno le pellicole che faranno discutere. Da Passion, thriller erotico di Brian De Palma a Kiss of damned,della figlia d'arte Alexandra Cassavetes, protagoniste due gemelle vampire, Anna Mouglalis e Roxane Mesquida, amanti e cannibali, e il già citato La bella addormentata di Belocchio su un caso di eutanasia che ha appassionato il pubblico italiano contrapponendo trasversalmente laici e cattolici sul rapporto tra Stato e Chiesa, diritto all’autodeterminazione e bioetica.

 

Quello che è già stato annunciato da tempo è la consegna del Leone d’oro alla carriera a Francesco Rosi, decano del cinema di impegno civile e di denuncia sociale quasi novantenne, i cui film sono stati premiati in tutti i grandi Festival.

 

Per l’occasione si assisterà alla visione di "Le mani sulla città" con un Rod Steiger in stato di grazia, nella Napoli del boom edilizio degli anni sessanta, nella versione appena uscita dal laboratorio di restauro di Martin Scorsese. Numerose le star che non hanno ancora confermato la gondola o il motoscafo da cui sbarcheranno al Lido,eccitando ulteriormente l’attesa di questi giorni.

 

Vincenzo Basile


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