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27/11/20 ore

Massolo: il terrorismo si combatte insieme. Gli 007 non sono uomini di un Impero perduto



La minaccia c'è ed è reale. Un terrorismo sempre più liquido e capace di mettere a segno azioni mirate, ha bisogno di un'Intelligence che sappia leggere le situazioni di rischio, sminando i rischi sul territorio. Lo dice a chiare lettere Giampiero Massolo, direttore del Dis, che nella sua lezione alla Link Campus University ha ripercorso gli attentati di Tunisi, Lione, Kuwait: tre individui compiono attentati simultaneamente senza essere attivati da un'entità centrale ma collegati in una 'rete virtuale' che colpisce in tre punti diversi.

 

La minaccia terroristica è diventata una "galassia indistinta, una nebulosa immateriale, e a questo livello di minaccia deve corrispondere un salto di qualità dell’Intelligence, che deve lottare e prevenire i rischi", ha rimarcato l'ambasciatore Massolo, che ha aperto le porte dei Servizi segreti portando gli 007 a vivere la stagione di dialogo con i cittadini. Andando nelle università per il roadshow Intelligence live - con il sottosegretario Marco Minniti e il responsabile della comunicazione, Paolo Scotto di Castelbianco - stanno mostrando il volto di chi lavora per la sicurezza, sottolineando la necessità di costruire una sicurezza partecipata.

 

"Il terrorista di Sousse - è stata l'analisi di Massolo - dopo aver ucciso a colpi di kalashnikov 37 persone sulla spiaggia, non fugge. Quando viene abbattuto, si stava semplicemente allontanando", Anche questo dato indica che "siamo in presenza di persone disposte ad usare il proprio corpo come arma, diventando così parte di quella nebulosa indistinta contro cui occorrono nuove forme di difesa". "La minaccia - ha spiegato ancora il Direttore del Dipartimento delle informazioni per la Sicurezza - non è più geografica o fisica ma proviene da una galassia puntiforme che mette a rischio anche l'integrità patrimoniale e la competitività del sistema Paese. E' una minaccia liquida, cui bisogna rispondere con un upgrading dell'Intelligence".

 

"Viviamo in un mondo che produce una contemporaneità di eventi - ha ricordato Massolo - e le minacce che abbiamo di fronte si combattono facendo fronte comune. Come il nostro terrorismo fu sconfitto anche grazie alla mobilitazione della società civile, serve ora la mobilitazione della comunità internazionale per sconfiggere questa nuova forma di pericolo".

 

In un mondo caratterizzato da sovrabbondanza d’informazioni, all’Intelligence è dunque richiesta "una nuova capacità di mettere a sistema e contestualizzare quanto emerge dalle diverse attività di ricerca informativa" delle Agenzie. L’Intelligence offre "informazioni corrette al decisore politico, e questo significa aiutare a vedere gli scenari esistenti offrendo la dritta giusta al momento giusto".

 

Nel nuovo terreno di lotta, l'Intelligence lavora con specifica attenzione ai settori più moderni, quali la protezione cibernetica e l’analisi economico-finanziaria e del mercato energetico. Segnala rischi specifici e offre informazioni per consentire la messa in opera di contromisure adeguate, edificando difese come nel caso delle convezioni con le aziende.

 

In questo percorso di sicurezza partecipata, ha scandito Massolo, "è importante la sinergia con il privato. Sicurezza è un fare in comune, pubblico e privato insieme per un obiettivo", perché "nel cyberspace 'geneticamente'  globale, nessuno può fare o difendersi da solo".

 

"Noi - ha concluso Massolo - non siamo la remota provincia di qualche Impero perduto ma uomini e donne dello Stato che lavorano per la sicurezza di tutti e adeguano la loro capacità di risposta alla minaccia asimmetrica".

 

Fabiana Petrillo

 

 


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