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04/12/21 ore

Caso Scienza per Amore, rinvio a giudizio: le tre verità sulla tecnologia HYST. Intervista a Danilo Speranza



di Camillo Maffia

 

Abbiamo riassunto il controverso caso Scienza per Amore in un articolo precedente. Ora il tribunale ha deciso di rinviare a giudizio per truffa gli imputati di Scienza per Amore, l’associazione che con la tecnologia HYST mira a produrre cibo, attraverso le biomasse di scarto, destinato alle nazioni piagate dallo sterminio per fame.

 

E’ interessante leggere su autorevoli quotidiani che Danilo Speranza, il "guru di San Lorenzo" che con la sua "setta" prometteva di sfamare milioni di bambini africani attraverso il "miracolo" di una macchina che produce cibo, sarà finalmente processato per questa truffa, grazie alle indagini della polizia municipale. Conoscendo l’informazione nostrana non stupisce apprendere che il tribunale abbia acciuffato il "guru" di una "setta", benché qui si parli di tutt’altro: il tribunale sta indagando sulla veridicità degli eventuali benefici di una scoperta scientifica, e non su concetti che poco si adattano al pettegolezzo mediatico e rientrano, semmai, nella sfera della metafisica, come "guru", "setta", "religione" etc.

 

Ricordiamo che originariamente il "guru", nel Bardo Thodol, è la figura psicopompa che guida il defunto nell’ora del trapasso affinché la sua anima sia vagliata dalle 42 divinità che ritroviamo anche nella psicostasia degli Antichi Egizi. Potremmo dire quindi che la verità giornalistica su Scienza per Amore si risolve (restando in materia religiosa) con un Aut-Aut: o queste testate dai nomi altisonanti sono state informate male, e hanno confuso il tribunale terreno con quello divino; oppure ci troviamo di fronte a un’intuizione straordinaria. Visti infatti i disastri compiuti dall’attuale sindacatura, la polizia municipale di Roma può ben occuparsi del "guru", purché sia Nostro Signore a dirigere il traffico.

 

Altra cosa è la verità processuale. Il tribunale, sulla base delle indagini seguite alle denunce contro Speranza e l’associazione, ha deciso di aprire un procedimento per accertarsi che dietro al progetto umanitario non si nasconda una truffa. E sebbene la difesa faccia notare come ai riconoscimenti ricevuti dalla tecnologia HYST (dalle università agli enti scientifici, dalle ambasciate di vari Paesi alla Presidenza della Repubblica Italiana) non sia ancora stata contrapposta una perizia in grado di smentirne i benefici, il tribunale ha deciso ugualmente di procedere per fare definitiva chiarezza sulla questione.

 

C’è poi una terza verità, quella dei rappresentanti dei Paesi africani: ambasciatori e alte cariche sostengono che questa tecnologia sia in grado di sfamare milioni di persone. Sono giunti a tale conclusione dopo un attento vaglio del progetto, un esame dei riconoscimenti e degli attestati, e le dimostrazioni degli impianti in funzione. Chiedono perciò a gran voce alle istituzioni italiane una collaborazione sul progetto Bits of Future: Food for All, che Scienza per Amore sta continuando a portare avanti.

 

Al di là del fronte mediatico e giudiziario si pone perciò un problema politico (che è quello che ci preme evidenziare): perché le nostre istituzioni, essendo gli imputati innocenti fino al terzo grado di giudizio, non rispondono all’insistente appello per collaborare su un progetto di cooperazione internazionale? Sarebbe non in contrasto, ma utile semmai per il tribunale entrare in possesso di ulteriori elementi per arrivare alla verità. Per capirne di più ci siamo rivolti al principale imputato: Danilo Speranza.

 

 

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Ci troviamo di fronte a tre verità: in questo il caso si differenzia rispetto ad altre vicende che abbiamo approfondito in precedenti articoli. Da un lato abbiamo una verità mediatica che ci parla del "guru", della "setta", e altri concetti opinabili. C’è poi una verità processuale molto più variegata e complessa in cui vediamo un rinvio a giudizio per truffa in merito alla tecnologia HYST. E infine c’è una rappresentanza – quindi prima gli ambasciatori, poi i ministri – di Paesi che soffrono lo sterminio per fame, che in seguito alle dimostrazioni ci dicono invece che questa invenzione potrebbe sfamare milioni di bambini. Questo è il quadro. Secondo te perché tre verità così esasperatamente diverse?

 

Questa diversità dimostra che ancora oggi ci sono le cacce alle streghe, come è sempre stato nella storia dell’umanità. Credo che questa innovazione sia eccessiva per alcune menti, eccessiva per alcuni intelletti, ed eccessiva anche per alcuni ricercatori e studiosi. Come ben sappiamo, la scienza in alcune parti del mondo esplode con qualcosa di nuovo, e nelle altre parti del mondo non fanno altro che attendere le relazioni per poter riprovare, testare nuovamente quello che è stato scoperto. In questo caso è una tecnologia che ha degli aspetti non alla portata di tutti. E’ eccessivo il cambiamento stesso che può produrre in così tanti campi da farla sembrare una follia: alimentazione, mangimistica, energia, farmaceutica, e altro che in questo momento non affrontiamo perché abbiamo dei problemi con troppi nemici che fanno la caccia alle streghe. E questo è terribile. Come accadde con Galileo, così è sempre accaduto. Io sono tranquillissimo, non ho paura della giustizia perché della giustizia non si deve aver paura, si deve aver fiducia. Chiaramente la fiducia non è negli uomini: la fiducia dev’essere verso qualcosa che è dimostrato, che già c’è e si vede.

 

Ecco, appunto, ma scusa la domanda ingenua: se è dimostrato, come risulta dalle rappresentanze che non sono state in alcun modo smentite, allora perché questo rinvio a giudizio per truffa?

 

Un giudice si rifà a quello che dice un pm; un pm si rifà a quello che dice chi ha indagato, la polizia giudiziaria; la polizia giudiziaria si rifà su chi denuncia. Per esempio, uno dei più grossi denuncianti è un pregiudicato per truffa e altri reati. Costui non frequentava l’associazione, è stato marginale, nel senso che ha inventato rapporti con noi inesistenti. E’ quello che ha spinto e stimolato gli altri al discorso della truffa. Un truffatore, psicologicamente parlando, può solo pensare a una truffa. Certo non può pensare a una iniziativa umanitaria per il mondo. Abbiamo a che fare con una suggestione al negativo, un continuo partire dal presupposto che i denuncianti sono denuncianti e quindi dicono la verità perché denunciano, benché a capo ci sia un pluripregiudicato: e questo pluripregiudicato non si è costituito neanche parte civile. E’ scomparso dalla scena. Io credo che ci sia dietro qualcosa di strano. Chiaramente non faccio l’investigatore e non lo voglio fare. Però noi abbiamo chiesto il sequestro di un impianto: il sequestro non è stato fatto e la macchina prontamente è sparita in America. Un’altra macchina dello scienziato. Questa macchina era stata sperimentata ed era una delle tre macchine che ci doveva dare lo scienziato da contratto. Ha una sua complessa funzionalità e dà alimentazione vera, nutre. Muoiono per carenza di ferro 800 mila persone l’anno. Solo per il ferro. Solo con un cucchiaino dell'integratore di ferro estratto dalla macchina si risponde al fabbisogno di ferro di un individuo per una settimana. Credo che anche da una lettura generica all’ultima riunione che abbiamo fatto ci si renda conto che noi abbiamo sviluppi scientifici e riconoscimenti da parte di università, enti scientifici e istituzioni: dalla parte nostra abbiamo le Università di Milano, Roma La Sapienza, Molise, La Tuscia, Firenze e Tor Vergata, e gli enti scientifici come ENEA, Istituto Superiore della Sanità e CNR.

 

Questo, per quanto riguarda gli eventuali interessi che possano esserci sulla tecnologia e che tu ipotizzi e metti a fuoco. Invece adesso vogliamo passare a un altro aspetto: il fatto che, come abbiamo già sottolineato, a leggere i verbali del processo ricorre questo discorso della manipolazione mentale, ricorre il discorso della setta, ricorrono tutti questi elementi. Visto e considerato che Scienza per Amore è stata citata anche in un’interrogazione parlamentare che chiedeva misure speciali contro questi parafenomeni (perché non me la sento di chiamarli fenomeni), secondo te come s’inserisce la vostra situazione nella battaglia per la reintroduzione del reato di plagio?

 

Be’, non possiamo mischiare una realtà scientifica con una cosa ridicola. Io devo raggiungere l’obiettivo: il cibo in Africa. Tutto il resto sono fandonie. Mi dispiace per l’Italia, perché poi è la storia che scrive, non siamo noi che scriviamo quello che vogliamo. E’ la storia. E alla storia saranno consegnati tutti … Saranno? Già sono stati tutti consegnati, perché c’è gente che sta indagando in certi paesi. Credo che anche il Presidente della Repubblica abbia fatto le sue indagini. Penso che dopo l’interrogazione parlamentare pure alla Unione Europea ci siano delle indagini. Ho estrema fiducia nei carabinieri, nella finanza, nella polizia di stato. I vigili urbani non li capisco, devo essere sincero. Io sono stato docente di elettromeccanica presso una scuola romana del sindacato per dieci anni, più o meno. E quindi capisco la difficoltà di affrontare un discorso scientifico. Però non capisco questo accanimento, questa persecuzione.

 

Voi avete ricevuto varie manifestazioni di solidarietà da parte delle rappresentanze, come dicevamo, di quei Paesi che soffrono lo sterminio per fame. A me in modo particolare ha colpito una domanda dell’ambasciatore della Somalia, che ha chiesto "chi non vuole che la tecnologia arrivi in Africa". Tu come risponderesti a questa domanda?

 

Chi non vuole è chi, gestendo in un certo modo l’Africa, ne va a perdere in modo graduale il potere. Il potere è dato dal fatto che la usiamo con qualcuno che è al governo ed è corrotto. Si usa l’Africa perché tutto ciò che c’è sottoterra crea interesse. Tutta la carne umana che c’è sopra non è di nessun interesse. Io credo quindi che la vicenda vada vista sotto tanti aspetti. Qui il problema non è però, state bene attenti, le tre verità. Il problema è la quarta verità: che la tecnologia c’è, funziona, gli africani lo sanno. E non le diatribe interne fra cacciatori di streghe e giornali come quelli che hanno pubblicato contro di noi.

 

A prescindere dalla tua colpevolezza o meno, qui c’è un dato che volevo mettere a fuoco: ci sono degli ambasciatori che hanno chiesto ufficialmente una collaborazione alle istituzioni italiane su questa tecnologia, ma non risulta che ci sia mai stata una risposta da parte delle istituzioni a questi Paesi. Un commento su questo.

 

La richiesta credo vada vista anche considerando il timore di alcune istituzioni nell’affrontare un discorso che è stato posto con queste grosse difficoltà. Siamo dovuti andare in Svizzera; poi dal Presidente della Repubblica, per fargli sapere tutto. Far sapere tutto in tutti i sensi: anche a carabinieri e finanza. Ed è tutto fermo. Perché? Evidentemente per via del timore in Italia di un certo tipo di magistratura, il timore o questa sensazione di pericolo, di paura nell’affrontare questi temi di cui la magistratura si è trovata investita. La cosa è partita dalla denuncia per violenza su due minorenni che facevano parte del contesto della comunità per tossicodipendenti. E quindi ho il sospetto che trovare un caso del genere abbia fatto pensare ad una carriera molto veloce. Sa, un caso importante, grave, che non hanno preso carabinieri, finanza e polizia … ma forse qualcuno in un altro corpo ha avuto delle mire: "Ecco, questa è la grande cosa!"… Io penso che tutto possa essere anche organizzato, chissà....

 

 


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