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02/03/24 ore

Il sottosegretario all'Istruzione Toccafondi: "La lotta all'omofobia lede la libertà all'educazione dei genitori"


  • Alessandro Frezzato

“Non c'è giorno che passa in cui non ci siano genitori costretti a dar battaglia vedendo lesa la loro libertà di educazione, per altro protetta dall'articolo 30 della Costituzione. Penso all'ultimo episodio di Modena in cui si pretendeva che Vladimir Luxuria entrasse a parlare al liceo classico Muratori senza nemmeno un contraddittorio. Non si può usare la scuola così, come un campo di battaglia ideologico. Oltre al governo quindi tutti dovranno fare un passo in avanti per fermare questa invasione di campo”.

 

Ciò è quanto ha dichiarato il sottosegretario del Ministero dell’Istruzione, Gabriele Toccafondi, in un' intervista rilasciata a Tempi.it, testata giornalistica cattolica. Lo stesso sottosegretario ha addirittura invitato a una disobbedienza civile, sostenendo che è "necessario che i genitori si riprendano il loro ruolo e che le scuole glielo diano”, plaudendo alla decisione della mamma milanese di rifiutarsi di apporre la propria firma sul modulo che la indicava come “genitore 1”.

 

Il sottosegretario Toccafondi ha già inoltre provveduto a fermare la consegna dei libretti per la strategia nazionale anti-omofobia, approvati dall’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR) sotto mandato di un decreto del Governo Letta.

 

Innanzitutto non si comprende in che modo la lotta anti-omofobia leda la libertà dei genitori nell’educazione dei figli, in primo luogo perché sensibilizzare i più giovani alla piaga dell’omofobia non significa incitarli a diventare omosessuali, lesbiche, bisessuali o trans, bensì a educarli al rispetto di tutte le differenze (in questo caso di tipo sessuale e affettivo). E in secondo luogo poiché la non discriminazione e la tolleranza nei confronti delle persone LGBT non possono altro che far bene alla nostra società e non ledono alcuna libertà.

 

Per quanto riguarda invece la cancellazione dai moduli d’iscrizione nelle scuole dell’infanzia milanesi delle diciture 'mamma' e 'papà', sostituite dalle diciture “genitore 1” e “genitore 2”, che rischierebbe di discriminare i nuclei familiari tradizionali, basterebbe introdurre nei moduli le 4 diciture accontentando cosi sia i genitori etero e sia quelli dello stesso sesso, che volente o dolente sono una realtà già esistente anche nel nostro paese.


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