Nell'ultimo libro (La mia scuola è il mondo, edizioni Melograna), scritto con la figlia di 4 anni, l'autrice italo-marocchina insegna a grandi e piccoli cosa significa l'integrazione. Di religioni, razze, tradizioni. In particolare in Italia… di Stefano Jesurum (da Io Donna Corriere della Sera)
Il leader radicale, intervistato da Vittorio Macioce del Giornale, attacca il capo dello Stato e lancia Emma Bonino al Colle: «Elemento di mediazione, la vogliono 2 italiani su 3».
Mentre escono i nomi dei saggi indicati dal Quirinale, Emma Bonino viene raggiunta per telefono al Cairo dal quotidiano La Repubblica.
Alla fine degli anni ’80 ci fu un doppio errore: quello “di Occhetto di non collocarsi nell’area socialista per sfidare anche Craxi su quel terreno” e quello “di Craxi di non sfidare Occhetto sullo stesso terreno”. “La crisi esistenziale del Partito Socialista e della sinistra ha origine lì...”. di Danilo Di Matteo
È stato colpito da un malore improvviso mentre usciva con la sua auto dal garage della sua abitazione, a Reggio Emilia, dove scontava gli arresti domiciliari. È morto così, lunedì 15 gennaio, Prospero Gallinari, 62 anni, condannato all'ergastolo per il rapimento di Aldo Moro.....
Di seguito pubblichiamo ampi stralci del dibattito che si tenne domenica 21 settembre 1997, dal titolo "E i nostri sogni dove li avete buttati?". Il testo del Forum fu pubblicato sul numero 56/57 di Quaderni Radicali (settembre/dicembre 1997).
Dedicato ai problemi concernenti lotta armata e indulto vi parteciparono Geraldina Colotti, l'ex br Prospero Gallinari, Luciano Lanza, il presidente della commissione Giustizia della Camera on. Giuliano Pisapia e Geppy Rippa, direttore di «Quaderni Radicali». Luigi Oreste Rintallo ne curò la sintesi anche con una sua introduzione.
(*) da Quaderni Radicali n. 106 (speciale marzo 2011)
Che cosa si deve intendere per questione liberale?. E perché poi “La sinistra e la questione liberale”? Scriveva in un suo saggio sul Partito democratico Biagio de Giovanni: “ … Per cultura liberale intendo la cultura del merito, dell’efficienza, della competitività, di una solidarietà non pelosa e assistenziale, di una distinzione-separazione fra le grandi concentrazioni di potere economico e bancario e la classe dirigente politica, di una scelta netta per una moderna democrazia liberale in grado di ridurre le torsioni illiberali della democrazia corporata italiana, la riduzione di una onnipresente sindacalizzazione, l’espansione di una cittadinanza attiva in una realtà piena di sudditanze, la chiara affermazione di diritti di libertà da vincoli corporativi che li stringono da ogni lato, una scelta occidentale non ambigua in un mondo che si divide e che chiede un nuovo senso di appartenenza … di fronte ai compromessi carichi di ambiguità che rischiano di rendere l’Italia un partner inaffidabile … “.