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21/11/17 ore

Esimio presidente Pietro Grasso. Lettera aperta al Presidente del Senato



di Gerardo Mazziotti

(premio internazionale di giornalismo civile 2008)

 

Esimio presidente Pietro Grasso, è una consuetudine rigorosamente rispettata, in tutto il mondo, che il presidente della Repubblica e i presidenti del Parlamento si astengono dal commentare gli accadimenti politici pur essendo espressione dei partiti nei quali militano quando non rappresentano le Istituzioni…

 

Si tratta di buon gusto, buonsenso, riservatezza, opportunità. La chiami vuole. E  mi sorprende che una persona per bene come lei abbia deciso di rompere questa consuetudine e di dimettersi clamorosamente dal PD pur conscio del vespaio che avrebbe provocato. E siccome l’ha fatto perché non condivide la legge elettorale (il Rosatellum si addice più a un vino che non a una legge), approvata anche in Senato, considero necessario ricordarle quanto segue:

 

a) abbiamo sempre avuto un Parlamento di “nominati” (in fondo anche Lei è stato eletto con questa procedura ndr) anche quando le leggi elettorali prevedevano i voti di preferenza perché l’elettore doveva scegliere tra quelli “scelti” e messi in lista dalle segreterie dei partiti e non da lui. Nessun partito ha mai voluto che il popolo venisse coinvolto nella individuazione dei candidati più stimati da mettere nelle liste. Perciò non alcun senso sostenere che “l’elettore ha il diritto di scegliere il proprio rappresentante”. Perché questo diritto gli è stato sempre negato. La sua è sempre stata una “scelta condizionata”. O, meglio, eterodiretta.

 

b) le preferenze costringevano i candidati a ingenti spese per farsi conoscere in tv, sui giornali, con manifesti affissi nei tabelloni, con lettere, facsimili di schede e bigliettini con foto e curriculum inviati agli elettori nei quali si inventavano benemerenze. Inviavano foto sotto braccio di Togliatti o di De Gasperi o di Nenni o di Moro o di Pertini o di Amendola… E qualcuno assieme a Sofia Loren o a  Maradona.

 

Era una fiera delle vanità costosa e inutile perché venivano eletti sempre quelli voluti dai partiti. So di gente che spendeva milioni di lire in questa insensata orgia di parole. E di promesse. Gli elettori erano sommersi da montagne di materiale di propaganda, che buttavano subito nel cestino. Perciò trovo insensate queste proteste (isteriche quelle dei grillini)  contro i listini bloccati; tanto, il Parlamento avrà sempre la “palude” perché le decisioni le prendono sempre le segreterie dei partiti. In tutto il mondo. Anche Pericle era “l’autocrator” accettato nella democrazia ateniese.

 

c) nessuna legge elettorale favorisce o penalizza questo o quel partito perché è praticamente impossibile impedire agli elettori di votare il partito che gode della sua fiducia. Ed è una sesquipedale sciocchezza l’affermazione che il così detto Porcellum fu fatto dal governo Berlusconi per favorire il centro destra perché le elezioni del 1996 e del 2006 furono vinte dal centrosinistra di Prodi. Talché il Rosatellum  non potrà in alcun modo impedire a 25/30 milioni di elettori di votare il M5S alle prossime elezioni politiche. E di mandare il signorino Di Maio a palazzo Chigi (Dio ce ne scampi); 

 

d) il trasformismo, il passaggio cioè da un gruppo parlamentare all’altro, risale al 1881 quando alcuni parlamentari della Destra passarono alla Sinistra per sostenere il governo di Agostino Depretis ...”. E non per motivi ideali ma per interessi personali” (lo scrisse DePretis nelle sue “Memorie”). E i padri costituenti lo hanno voluto favorire scrivendo l’art 67 (Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”).

 

Ed è assurdo parlare di future compravendite di parlamentari per sostenere un eventuale governo Berlusconi-Renzi perché nemmeno Antonio Di Pietro osò ipotizzarla quando nell’ottobre 1998 le truppe cammellate di Clemente Mastella lasciarono la Casa delle Libertà di Silvio Berlusconi per concorrere alla nascita del governo di sinistra di Massimo D’Alema.

 

Si parlò di soldi solo quando i vari Scilipoti, Razzi et similia votarono la fiducia a un governo Berlusconi e quando De Gregorio lasciò Di Pietro per andare con Berlusconi. Perché c’era di mezzo l’Uomo Nero di Arcore.

 

Si abbia la mia stima e i miei cordiali saluti.

 

 


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