Uno spettacolo niente male ci è offerto in queste ore dal centrodestra, a margine della vexata quaestio se una donna possa essere al tempo stesso mamma e sindaco di una città alla sbando come Roma. Tutto nasce dalle “premure” maldestramente paternalistiche di Guido Bertolaso, che ha invitato Giorgia Meloni a dedicarsi anima e core al bimbo in arrivo, piuttosto che imbarcarsi nell’avventura onerosa della corsa al Campidoglio.
Deputato per quarant’anni, Gerardo Bianco è una delle espressioni più significative del cattolicesimo politico italiano. Protagonista dell’ultima battaglia all’interno dell’ex DC (divenuta Partito Popolare), quando nel 1995 si oppose al segretario Rocco Buttiglione che aveva deciso di allearsi con il centrodestra di Berlusconi, Bianco è stato tra i promotori dell’Ulivo, la coalizione di centrosinistra uscita vincente alle elezioni politiche del 1996. Al momento della nascita del Partito Democratico dalla fusione tra Margherita e Democratici di Sinistra, passa al gruppo misto di Montecitorio. Da sempre critico verso le degenerazioni della lotta politica, nello scenario italiano si distingue per onestà intellettuale e limpidezza dell’analisi interpretativa dei processi storici e istituzionali, come dimostra anche in questa intervista su Quaderni Radicali 111.
Sembra tutto già visto o quasi. Il rito si ripete e si consuma, nel senso più proprio del termine. Anche i luoghi dei misfatti più o meno si ripetono: Napoli su tutti, a seguire Roma. E la casistica negli anni è variegata: brogli, irregolarità, cinesi insospettabili e rom sospetti, voti gonfiati e voti comprati per tre denari-tre: miserabile rappresentazione, quest’ultima, della miseria a cui è giunta la politica italiana, che una realtà complicata e complessa come quella napoletana non manca mai di far emergere mirabilmente come un bubbone sintomatico della malattia che ha colpito l’intero organismo. di Antonio Marulo
Il politologo Gianfranco Pasquino, intervistato su Quanderni Radicali 111, compie una disamina sull’attività del governo Renzi. Dalla riforma istituzionale alla giustizia e alla scuola, l’azione di questi due anni presenta il dato comune di una disorganicità di fondo derivante dall’assenza di una visione progettuale d’insieme dei campi di intervento.
Già militante radicale e redattore di Radio Radicale, Roberto Giachetti è fra gli esponenti del Partito Democratico che più si sono impegnati per la modifica del sistema elettorale adottato nel 2005 e dichiarato incostituzionale dalla Consulta. Dal 2013 vicepresidente della Camera e fresco vincitore alle Primarie per la corsa a sindaco di Roma, su Quaderni Radicali risponde ad alcune domande sugli ultimi due anni che hanno visto salire al governo il segretario del PD.
In questa intervista rilasciata a «Quaderni Radicali», Emanuele Macaluso – storico esponente del Pci – si sofferma su tre aspetti importanti dello scenario politico italiano.
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