Scrive l’enciclopedia web Wikipedia: “Una guerra ibridaè una strategia militare che impiega e mescola elementi delle guerre convenzionali e delle guerre non convenzionali, come la guerra politica, la guerra economica, la guerra irregolare, la guerra psicologica e gli attacchi cibernetici con altri metodi di influenza, come fake news, diplomazia, guerre legali e interferenze nei processi elettorali. Combinando le operazioni cinetiche con gli sforzi sovversivi, all'interno di un impegno bellico informale e non dichiarato, l'aggressore intende evitare l'attribuzione di responsabilità e restare nel campo della negabilità plausibile.
Il concetto di guerra ibrida (pur non esistendo una definizione universalmente accettata di guerra ibrida) può descrivere la dinamica flessibile e complessa dei campi di battaglia, tradizionali e nuovi – come la rete e la mente –, che richiedono risposte altamente adattabili e resilienti. Il mondo accademico e le forze armate, a seconda del contesto e della cultura militare, tendono a utilizzare diversi termini per riferirsi a questo tipo di conflitto, che dunque gode di una pluralità di sinonimi, tra i quali guerra di quinta generazione, guerra non lineare, guerra non tradizionale, guerra senza limiti e influenzamento ibrido…
Quanto incide la cosiddetta Guerra ibrida nei drammatici avvenimenti che accompagnano questo nostro tempo?
Ma promuove una campagna nascosta, con quali forme e chi sono di volta in volta gli attori della Guerra ibrida? Chi è il soggetto sociale che può essere fagocitato da una azione di guerra ibrida soprattutto dai social network, quel servizio online, accessibile tramite siti web o applicazioni, che permette alle persone di creare un profilo personale e connettersi con altri utenti?
“… Si fanno sempre più concreti - scrive Francesco Sisci - i sospetti che ad aizzare le folle siano forze pilotate da Mosca. Esse cercano di raccogliere a Milano o a Parigi successi politici che non riescono a ottenere sui campi di battaglia in Ucraina. Oggi Mosca sembra tornata al suo antico mestiere, che sa fare meglio di chiunque altro: esportare caos e rivoluzione?”
Oggi si è di fronte allo stesso frangente, nel contesto di na fragilità di sistema come quello italiano. I problemi politici che hanno portato all’insoddisfazione e alla furia della gente in piazza a Milano e a Parigi richiedono una risposta politica articolata. Ciò non significa arrestare tutti i dissidenti; anzi, le voci dissidenti e stridenti devono restare come forza e stimolo della democrazia italiana.
“… Ma se queste forze - sottolinea Sisci - mirano alla sovversione violenta del sistema democratico, o tifano per essa, non possono ragionevolmente guidare un governo che ha deciso di stare dall’altra parte. Oppure devono chiedere con chiarezza un cambiamento della posizione internazionale dell’Italia nei confronti dell’Unione europea e della Nato. Lo spartiacque è la guerra in Ucraina.
Ciò pone domande concrete a tutte le forze politiche che legittimamente tifano per la Russia: o cambiano posizione oppure non possono avvicinarsi al governo, o, se sono al governo, devono uscirne. È stato difficile mantenere l’ambiguità finora, ma evidentemente dopo queste violenze diventa pressoché impossibile”.
Ciò implica che tutti i partiti, a destra o a sinistra, che si impegneranno nella prossima campagna elettorale dovranno scegliere con chiarezza da che parte stare nella politica internazionale. Concretamente, quindi, Giuseppe Conte, leader del M5s, e Matteo Salvini, leader della Lega. In Francia ci saranno probabilmente scelte analoghe.
Se non si pone questa alternativa politica, si crea una situazione insostenibile: non è possibile cominciare ad affrontare i problemi di medio-lungo termine sul tappeto, e si obbligano le forze dell’ordine a essere non l’ultimo anello di una lunga catena di ordine istituzionale, ma l’unica barriera delle istituzioni contro il caos è folle. La politica deve assumersi la responsabilità delle scelte…
Di guerra ibrida e delle sue ripercussioni discutono Francesco Sisci, sinologo e analista politico e Giuseppe Rippa, direttore di Quaderni Radicali e Agenzia Radicale nell’audiovideo che segue…
- Le forme e gli attori della guerra ibrida. Conversazione con Francesco Sisci di Giuseppe Rippa
(Agenzia Radicale Video)
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