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24/02/24 ore

Dopo il voto del 25 settembre. Conversazione tra Francesco Sisci e Giuseppe Rippa



Per il vincitore la grande sfida politica è tutta diversa dal voto. Per riuscire a governare la leader di Fratelli d’Italia dovrà tenere conto non solo degli equilibri interni con gli alleati, ma anche con le opposizioni e con i convitati di pietra esterni, ossia i mercati internazionali.

Riuscirà la leader di Fratelli d’Italia a governare per tutti gli italiani, quelli che hanno votato per lei e quelli che non lo hanno fatto, e a unire una nazione divisa come non mai? Questa la vera grande sfida della vincitrice di queste elezioni, la signora Giorgia Meloni”

 

Così il prof. Francesco Sisci, in un articolo su la testata online Formiche, riassume la sua interpretazione del voto politico italiano del 25 settembre.

 

Per più di venti anni Sisci è vissuto in Cina, dove è stato professore presso l’Istituto Studi Europei all’Università del popolo e sottolinea, nella conversazione con il direttore di Quaderni Radicali e Agenzia Radicale Giuseppe Rippa, come nel confronto politico italiano manchi quasi completamente ogni interpretazione del mondo e di come il nostro Paese è interpretato fuori dai nostri confini.

 

Si tratta di un limite grave e che non solo inaridisce la politica italiana, ma la rende inintelligente rispetto agli avvenimenti. 

 

Meloni o qualunque altro premier, deve calcolare i voleri dei mercati internazionali che in generale valgono circa il 50% degli equilibri di qualunque Paese. In Italia, con queste percentuali di astensionismo e sfiducia, valgono molto di più. Infatti dubbi esterni possono riflettersi e moltiplicarsi nei profondi dubbi interni e creare una spirale perniciosa o fortunata (a seconda dei punti di vista) più forte di ogni maggioranza parlamentare”.

 

La conversazione si è focalizzata sulla particolare lettura che Francesco Sisci fa come italiano vissuto per circa trent’anni all’estero e legge i fatti italiani con l’occhio di un osservatore che guarda le cose dall’esterno.

 

Per l’Italia, oberata di un rapporto debito pubblico Pil sul 150%, perdere la fiducia internazionale significa un aumento verticale dei tassi di interesse e quindi il fallimento. Sarà iniquo, ingiusto, ma è l’economia di mercato, il sistema in cui viviamo”…

 


 

- Dopo il voto del 25 settembre. Conversazione tra Francesco Sisci e Giuseppe Rippa

(Agenzia Radicale Video)

 

 


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