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21/11/18 ore

Governo, breve sunto di una settimana imbarazzante



Aspettando i fuochi d'artificio della legge di bilancio, quella che ci siamo lasciati alle spalle non è stata una settimana facile per gli esponenti di spicco del governo.

 

Certo, Matteo Salvini ha avuto qualche occasione in più per alimentare la sua propaganda, ma tutto sommato avrebbe fatto volentieri a meno della brutta tegola dei 49 milioni di euro di cui si ignora il destino. Nondimeno, il braccio di ferro con la magistratura per la Diciotti potrebbe alla lunga logorare la tenuta dell'alleanza con i giustizialisti grillini, anche se nel breve è servito a distrarre gli innamorati del “capitano” dalle promesse mancate, a partire proprio dalla politica migratoria del ministro degli Interni, che sarebbe dovuta partire a spron battuto con l'espulsione immediata di circa 600mila “clandestini”.

 

Ma tutto questo è niente se confrontato con le peripezie del collega Di Maio. La vicenda Ilva è stata per lui una “waterloo” su tutti i fronti, con risvolti tra il comico e l'imbarazzante. Il suo predecessore gli ha dato anche del falsario, a proposito della presunta illegittimità della gara di assegnazione alla AlcerMittal.

 

In un paese normale – come si usava dire una volta – sarebbe scoppiato un caso sulla “libera” interpretazione che il capo politico dei 5 stelle ha fornito del parere dell'Avvocatura dello Stato. Invece, la cosa è scivolata via senza particolare clamore, mediaticamente sopraffatta dal ritorno prossimo venturo alla “santa domenica”, con la chiusura obbligata dei negozi . Entro l'anno – annuncia il ministro dello Sviluppo – saranno definite le limitazioni alle aperture festive dei centri commerciali di cui già si dice un gran male in termini di nuova disoccupazione. Il che fa il paio con quanto stimato sugli effetti negativi della disciplina sui contratti stabilita con il decreto dignità.

 

A proposito di dignità, non vale nemmeno più la pena infierire sul ministro dei trasporti Danilo Toninelli, perché la vicenda delle pressioni ricevute - a gennaio! - per non pubblicare gli atti relativi alle concessioni stradale dopo il crollo del ponte di Genova, si commenta da sola.

 

Un po' come le prestazioni non richieste di Giuseppe Conte. Del Presidente del Consiglio si erano perse a un certo punto le tracce. Ma negli ultimi giorni ha fatto parlare di sé, distinguendosi per la candidatura a una cattedra presso La Sapienza e per il memorabile discorso alla Fiera del Levante, col quale ha dato nuovo e inopinato lustro alla ricorrenza dell'8 settembre 1943. Non è molto, ma nemmeno un gran bel modo per dare un cenno di esistenza... (red.)

 

 


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