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18/09/19 ore

Bonino, dopo la sconfitta non molla il progetto. Ma “perde” già Calenda



“Non era un onda, era uno tsunami”, quello anti-europeista e sovranista, “non avevo capito”. Emma Bonino in conferenza stampa non ha potuto fare altro che “prendere atto della battuta d'arresto importante di un progetto giovane”.

 

Tuttavia c'è “l'intenzione di non mollare” e, dopo aver escluso atti di "responsabilità" a sostegno di un governo, si guarda avanti, perché – ha sottolineato Bruno Tabacci - “può essere che sia un'idea negletta, purtuttavia l'Europa è una necessità”. In tal senso, l'elezioni europee del prossimo anno saranno “un punto di svolta decisivo”.

 

Fallito così il 3%, l'asticella sale a quota 4, pari allo sbarramento del sistema elettorale oltre il quale si va Bruxelles. Sarà questo il prossimo e non tanto lontano obiettivo. Per raggiungerlo, la Lista - nata per necessità a due mesi dalle elezioni - proverà a darsi una struttura e nuove formule partecipative, magari coinvolgendo quanti hanno mostrato simpatie pur senza aderire.

 

Tra questi poteva esserci Carlo Calenda, uno degli sponsor esterni più attivi, che ha intanto visto aprirsi altrove il varco atteso. “Domani mi vado ad iscrivere al Pd", ha scritto infatti su Twitter il Ministro dello Sviluppo economico, perché "non bisogna fare un altro partito, ma lavorare per risollevare quello che c'è”... (red.)

 

 


Commenti   

 
0 #4 ilSocialista 2018-03-06 21:42
pure ieri Renzi, di fronte alla batosta, ha mostrato che le proprie volontà autosoppressive sono eroicamente e volitivamente intatte quando ha ripetuto: "noi siamo per la società aperta!"; e vabbè, cosa degnissima e legittima, però dimentica di considerare che questo è un principio tipicamente liberale, non sociale; la società aperta fa vincenti e perdenti per definizione e si deve vedere come se la cavano poi i perdenti e quale diventa lo scarto coi vincenti; queste cosucce che un tempo erano ben presenti alla attenzione dei politici, adesso sembra gli siano del tutto ingoti ed indifferenti, prevalendo la volontà incrollabile di schiantarsi felicemente al primo incrocio; la classica "bella morte" ormai agognata dai più come sola possibile via di uscita.
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0 #3 ilSocialista 2018-03-06 21:33
l'atteggiamento della Bonino non è certo isolato e rispecchia un fenomeno che è realmente inspiegabile e che ha assunto una piega veramente sorica ed epocale; sarebbe a dire lo scollamento emotivo e cognitivo dei partiti della sinistra classica dalle masse; scollamento che arriva fino all'automortifi cazione ed al suicidio politico manifesto e consapevole; infatti molti partiti ormai solo vagamente socialisti preferiscono ammainare le bandiere e in pratica chiudere i battenti passando tutti i volti alla destra con sommo piacere masochista; questo passerà alla Storia come esempio di come possenti velleità autodistruttive possano distruggere non solo individui ma anche gruppi una volta gloriosi
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0 #2 ilSocialista 2018-03-06 21:15
certamente in una società diluita, frammentata e divaricata come quella postmoderna, i soli poteri solidi sono quelli; quelli che possono squadernare risorse paragonabili quelle di milioni di persone comuni; però purtroppo o per fortuna esite ancora la regola "una testa un voto" (ancora non sappiamo come e per quanto) e non "una azione un voto" e per questo la influenza delle elites può ancora arrivare fino ad un certo puinto; ora le masse frantumate e impoverite possono non essere il massimo del bon ton però bene o male sono il contrappeso allo strapotere dei pochi e, come la Storia ci insegna, essere troppo schizzinosi con le rancorose modalità enteriche dei Plebei non sempre è corretto e soprattutto non sempre è giusto.
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0 #1 ilSocialista 2018-03-06 21:02
la Bonino è figura seria e responsabile; speriamo che la facciano prima presidente della repubblica donna; detto questo, non ha capito lo tsunami perchè parla poco con la gente della strada, mentre la si vede gongolante non poco assieme a Christine Lagarde o a Soros; purtroppo le persone con cui ti accompagni e con cui condividi interessi finiscono inevitabilment per influire sul tuo modo di vedere le cose e di percepire i mutevoli contesti storici e politici; in questo senso la Bonino ha incarnato plasticamente una transizione storica, concettuale ed anche umana da una politica che sorgeva "dal basso" come era negli anni 70 pannellati, ad una politica "verticale" che sorge da centri di potere finanziario internazionale e si svolge verso il basso
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