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24/11/17 ore

Ius soli, a elettor piacendo



Magari sostenessero fino alla fine il cosiddetto Ius soli. Il centro destra lo spera vivamente. Ne avrebbe su che cavalcare. Paolo Romani di Forza Italia (ma non solo lui) lo ha ribadito anche alla festa di Atreju: “ci faranno una cortesia, sarà la rivoluzione”.

 

Tolta l'enfasi, le parole del berlusconiano della prima ora inquadrano i termini della questione e spiegano la mossa di Alfano di ritirate l'appoggio alla legge in discussione in Parlamento: perché «una cosa giusta fatta al momento sbagliato può diventare una cosa sbagliata. Può diventare un favore alla Lega». Quindi il caso è chiuso – come hanno ribadito il ministro Beatrice Lorenzin e Maurizio Lupi di Ap. Se ne riparlerà nella prossima Legislatura a elettor piacendo.

 

Già, perché il problema è tutto qui: elettorale. La truppa del ministro degli esteri è in bilico, trovandosi nella posizione non proprio inviabile di utili sgraditi a tutti. Non deve meravigliare quindi questo approccio pragmatico. C'è da salvare l'osso del collo, nella consapevolezza che il già esiguo seguito popolare è potenzialmente sensibile alle sirene di destra.

 

Perché quindi biasimarli. Seguire gli umori delle piazze è il minimo che ci si possa attendere. E non solo da Alfano. Ipocrisie a parte, la logica più che mai elettoralistica segnerà infatti l'ultimo scorcio di Legislatura e toccherà tutti i temi in agenda e riguarderà un po' tutto l'arco costituzionale, per dirla come una volta.

 

Le mosse dei diversi partiti saranno quindi più che mai à la carte, sondaggi alla mano, evitando di fare cose magari anche giuste per il paese, ma sbagliate per loro.

In proposito Mattia Feltri, nella sua quotidiana rubrica su 'La Stampa', ha ricordato “un concetto forse fuori dalla portata di questi tempi farfalloni, ma abbastanza basilare in democrazia: una legge andrebbe votata se la si ritiene necessaria, e non votata se la si ritiene dannosa, al Paese però, non al consenso, e senza curarsi di che pensino gli italiani. Poi gli italiani decidono alle elezioni, e chiusa lì”.

 

Roba da “statista”, che “tra un idea e una poltrona, sceglie un'idea”. Non proprio ciò che si può pretendere da Angelino Alfano. (A.M.)

 

 


Commenti   

 
0 #3 ilSocialista 2017-09-27 21:33
la cittadinanza da noi non è mai stata un fatto puramente formale o legale ma anche un fatto etnico e culturale; nella storia non ci siamo fatti mancare nulla, ma almeno i problami razziali non li abbiamo mai avuti; problemi come per esempio quelli della penisola balcanica, che è sempre sata dilaniata come un pedalino vecchio dai rivolgimenti di popoli; o problemi come quelli dei neri e dei nativi americani, che a distanza di 150 e più dalla guerra di secessione sono sempre sul tavolo; chi sottovaluta le dinamiche sociali, tra cui anche quelle etniche e razziali, è un ignorante incosciente e anche la Stampa può non fare eccezione; La Stampa che tra l'altro quando si parla di altre questioni sociali pare non abbia fregole e la cercano sempre a "chi l'ha visto "
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0 #2 ilSocialista 2017-09-27 21:22
la cittadinanza non può essere data automaticamente , ma deve essere un percorso di integrazione accertato e graduale; del resto si può vivere e lavorare adeguatamente pur senza cittadinanza; il problema delle dissonanze e discrepanze cognitive di civiltà esiste e non si può nasconderlo sotto lo zerbino perchè può ricicciare poi in forme inaspettate e drammatiche; per esempio una buona fetta degli islamici rifiuta i modelli cultirali nostrani; molte donne islamiche pensano che le donne italiane siano "una massa di baldracche che aprono le gambe al primo che passa" queste persone non sono interessate ad una reale integrazione perchè sono fisicamente da noi ma spiritualmente sono rimaste nelle terre di origine; al massimo possono tollerare una convivenza forzata e temporanea ad occhi bendati
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0 #1 ilSocialista 2017-09-27 21:13
mha, vedi, la questione va affrontata su un piano razionale; l'Italia non è come gli USA, un melting pot naturale dove pure gli islamici, sarà per la distanza geografica, si sciolgono come il formaggio della fonduta; hai mai sentito di islamisti che fanno attentati a Detroit? Quello che occorre evitare è che si creino enclave geografiche dove non è l'africa o il medio oriente che si europizzano ma l'europa che si africanizza; per esempio a Bruxelles ci sono interi quartieri che sono belgi di nome ma non di fatto; ora abbiamo già certe zone del sud dove accampamenti di stagionali africani che somigliano a sobborghi africani.
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