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22/09/17 ore

Liberale, liberista, libertario: Berdini e Radio Radicale



L’intervista che l’ex assessore all’Urbanistica di Roma, Paolo Berdini, ha rilasciato a Massimiliano Coccia è emblematica per certi versi di come Radio Radicale vada sempre più uniformandosi allo stile informativo prevalente, senza nemmeno preoccuparsi di difendere le ragioni storiche, culturali e politiche dell’essere radicali.

 

Al termine dei venti minuti di colloquio, durante i quali Berdini ha avuto modo di testimoniare il suo sconcerto circa la distanza fra il dire e il fare della politica grillina, l’ex assessore esprime grande stima e riconoscimento per Colomban, l’assessore alle Partecipate in procinto di abbandonare anch’egli la giunta capitolina.

 

Nel farlo dice: “pur non condividendo molte delle sue idee liberiste…” , quasi che si sorprenda che una persona degna e valida possa essere liberista. Nonostante il marchio negativo del “liberismo”, si può essere dotati di qualità insomma.

 

Ecco, ad essere indicativo è il fatto che l’interlocutore di Berdini non ha alcuna reazione di fronte a ciò. Dopo anni che Pannella usava la triade di aggettivi “liberale, liberista e libertario”, come un unicum che definiva la politica radicale, si lascia passare come se nulla fosse il vizio mentale, cresciuto e nutrito dentro la sinistra italiana di matrice marxista, che storce ancora il naso di fronte alla cultura liberale e al liberismo (di enaudiana memoria s’intende…).

 

Si rinuncia così alla battaglia per chiarire in modo definitivo i guasti di oltre mezzo secolo di consociativismo e Radio Radicale finisce per farsi megafono dell’anti-pannellismo. Bel paradosso. (L.O.R.)

 

 


Commenti   

 
0 #6 ilSocialista 2017-06-25 02:18
e per fartene una idea basta guardare intuitivamente qualche espressione culturale; per esempio il filmato che segue se la giustizia italiana è morta lo è anche quella americana; nelle carceri keynesiane pre-finaziarizz ate-globalizzat e forse vedevi qualche pena di morte in più però questa roba non la vedevi certamente.
https://www.youtube.com/watch?v=ErdizSI3p_4
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0 #5 ilSocialista 2017-06-25 02:08
l'altro modo è prendere una inclinazione politica personale, ed una declinazione o a configurazione politica effettiva in modo più critico analitico; questo soppesandone tutti gli aspetti e gli effetti concreti sociali alla luce delle conoscenze storiche e delle espressioni culturali (in modo intuitivo) ed alla luce delle statistiche disponibili (in modo deduttivo).
Quindi anche il liberalismo, come il socialismo, può essere preso in modalità meno semplicistiche ed apodittiche di slogan triadici che possono evocare altri slogan triadici di triste memoria (credere, obbedire, combattere); e soprattutto il consociativismo italiano può avere fatto qualche guasto locale ma il finanzacapitali smo globalizzato ha fatto un macello (per ora ancora figurato) mondiale
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0 #4 ilSocialista 2017-06-25 01:54
qualsiasi simpatia o inclinazione per una visione o interpretazionm e sociale e politica nasce da un apparato cognitivo che ha avuto esperienze ed insegnamenti che possono essere stati anche differenti in modo sostanziale, all'interno di un peculiare contesto sociale allargato.
Però qualsiasi visione ha due modi di essere presa: può essere presa acriticamentre e fideisticamente come un semplice prolungamento spontaneo della propria personalità a cui ci si aggrappa per una forma di gradevolezza intellettuale; in questo tipo di atteggiamento è frequente e quasi normale tendere a non vederne gli aspetti se non negativi almenno meno positivi in quanto l'abbandono acritico gratifica la mente in misura maggiore e più facile di una analisi razionale più profonda
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0 #3 ilSocialista 2017-06-25 01:43
putroppo a tutt'oggi la genesi e lo sviluppo dell'individuo è ancora correlato indissolubilmen te al contesto epocale, biologico, familiare, etnico, culturale, sociale, economico, politico in cui si trova; anzi l'individuo E'l'effetto di un contesto ambientale complesso e multiforme sopra una ricombinazione genetica casuale ed originale e quindi il suo grado di libertà è legato ad una serie di premesse e precondizioni che gli sono date in modalità preconfezionata.
Visto il relativismo, i vincoli e le precondizioni che condizionano sia l'universo, sia la piccola parte di universo che è un mondo, una società, un individuo, lo stesso deve applicarsi alle visioni sociali, politiche e normative.
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0 #2 ilSocialista 2017-06-25 01:29
ora ognuno può avere delle inclinazioni o delle simpatie su tali variabili debbano essere impostate; qualcuno può propendere più per per impostazioni indivdualizzant i, altri per impostazioni socializzanti; di sicuro ancora nessuno ha visto individui partorirsi senza una società come nessuno ha visto società formarsi senza individui; in effetti il massimo della libertà sarebbe l'autogenerazio ne spontanea afamiliare anetnica ed aterritoriale; un individuo che decide autonomamente di esistere PRIMA di esistere e di nascere dove vuole con chi vuole come vuole, dove vuole e nel tempo che vuole; purtroppo in fisica la frecca del tempo va in una sola direzione e ancora è lontano il sistema per invertirla; però non è detto che un giorno non si potrà tagliare e cucire lo spaziotempo come una stoffa.
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0 #1 ilSocialista 2017-06-25 01:15
mah, vedi le opinioni possono essere diverse ed è normale, però dovresti convenire su un fatto; ognuno può avere differenti schemi cognitivi su come la vita sociale ed economica debba essere impostata; in particolare su quale debbba essere la normativa che regola le attività economiche, le attività commeciali, il commercio internazionale, la emissione della moneta, il deficit e il debito dello Stato, la distribuzione fiscale, la regolazione dei rapporti di lavoro, ecc.; le variabili in giuoco sono moltissime e le configurazioni finali praticamente infinite; si può fare un paragone con le cosmologia; basta variare di poco alcune costanti fondamentali del nostro universo che influiscono sulla gravità o sulle forze elettrromagneti che e ottieni universi del tutto differenti dove stelle, galassie e pianeti possono non formarsi per nulla
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