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19/08/22 ore

Caso Lupi, i cavalli azzoppati di razza ciellina


  • Antonio Marulo

Non molto tempo fa scrivevamo di come in qualche modo Comunione e liberazione renda sempre omaggio al potere, trovando conforto anche in un articolo scritto da Famiglia Cristiana. Era l’estate 2012, periodo in cui la stella di Roberto Formigoni perdeva luce, offuscata da inchieste e scandali sulla Sanità lombarda, fiore all’occhiello dell’allora Governatore più potente d’Italia.

 

In attesa dell’esito di inchieste che lo vedevano comunque indagato, emergevano quanto meno responsabilità politiche, sulle quali si prese opportunamente atto con un passo indietro lontano dai riflettori. In quello stesso periodo il mondo ciellino già guardava oltre, puntando a un degno sostituto che potesse rappresentare al meglio gli interessi di quell’area legata l’associazionismo cattolico.

 

È così che Maurizio Lupi, allora berlusconiano d.o.c., si faceva largo, prima in televisione, sempre presente nei talk, poi con incarichi di governo. A conferma dell’omaggio al potere di CL, si vide poi costretto dagli eventi a fare il responsabile, abbandonando il Pdl per seguire Alfano nell’operazione che nei vari governi che si sono succeduti l’ha visto protagonista del cosiddetto Nuovo centro destra.

 

In queste ore Lupi è nell’occhio del ciclone per gli scandali legati al mandarino dei lavori pubblici e all’ennesima filiera tangentizia fra appalti truccati e clientele. Non si ha notizia di reato a sua carico, tuttavia si stanno infittendo le polemiche e le pressioni dopo la lettura a mezzo stampa delle intercettazioni telefoniche sui suoi rapporti fin troppo disinvolti con i protagonisti dell’inchiesta, fra programmi di governo o presunti tali scritti sotto dettatura, regali inopportuni e raccomandazioni per incarichi di governo e filiali. A quanto pare ce n'è abbastanza per alimentare quanto meno il fuoco delle strumentalizzazioni con relative richieste di dimissioni per opportuni politica dall’incarico di ministro.

 

Volendo tenerla ben separata con il caso giudiziario, la questione politica indubbiamente esiste. Come per Formigoni (che fu accusato di aver ricevuto da soggetti indagati benefici sotto forma di vacanze, cene, sconti e prezzi di favore…), i colpi dell’inchiesta su Ercole Incalza potrebbero risultare letali per il nuovo cavallo di razza della creatura fondata da Don Giussani, la quale dal canto suo potrebbe trovarsi impreparata questa volta all’immediato rimpiazzo.

 

D’estate ci sarà il consueto meeting di Rimini. In quella sede, fra un discorso sui massimi sistemi e l’altro, forse varrà la pena soffermarsi su alcune vicende senza glissare come in passato, per discutere e confrontarsi sulle modalità e i criteri con i quali si forma e si sceglie la classe dirigente che poi viene spinta con abile azione di lobbying nei posti che contano. Nel caso ciò accadesse, al primo punto del manuale del giovane ciellino ci si permetta di suggerire il seguente precetto: mai accettare orologi da “sconosciuti”!

 

 


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