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14/12/18 ore

Grillo, nella "rete" di democrazia plebiscitaria


  • Ermes Antonucci

Beppe Grillo ha preso da qualche settimana l’abitudine di presentare sul suo blog sondaggi per raccogliere le opinioni dei lettori. Nell’ultimo post dal titolo “La democrazia tradita”, l'ex comico genovese sostiene che “dovrebbe essere inserito nella Costituzione che ogni cambiamento alla legge elettorale sia soggetto a referendum confermativo”.

 

Per conferire alla sua tesi la consueta legittimità popolare, Grillo ha inserito al termine dell’intervento un sondaggio. Questo è costituito da due domande: “Sei favorevole a un referendum confermativo della nuova legge elettorale dopo una pubblica discussione?” (SI/NO) e “Quale sistema elettorale preferisci tra i seguenti?” (Maggioritario/Proporzionale/Misto/Altro).

 

I risultati provvisori sono molto interessanti per due motivi: primo, perché si è avuto il previsto e ovvio successo della proposta grillina (il 97.55% dei lettori ha votato sì alla prima domanda); secondo, perché nel rispondere alla seconda domanda la Rete si è divisa in modo netto (rispettivamente 39%, 30%, 19%, 12%).

 

Questo scenario conferma la logica grillesca che vi è alla base dell’utilizzo di tali strumenti partecipativi. Benché lo scopo proclamato da Grillo sia quello di rendere effettiva la partecipazione “della gente” ai meccanismi politici decisionali (nel nome del supremo ideale della democrazia diretta, irrealizzabile e per certi versi deleterio), le modalità con cui poi si imbocca tale via finiscono col rispondere a dei semplici interessi elettorali.

 

Si tratta di ciò che Abramson, Arterton e Orren definiscono “democrazia plebiscitaria” nel loro famoso saggio The Electronic Commonwealth del 1988. Per gli autori vi sono tre tipologie di democrazia (plebiscitaria, comunitaria e pluralista) e a seconda di quest’ultime varia il ruolo svolto dalle nuove tecnologie.

 

Se nella democrazia comunitaria l’accento è posto sulla partecipazione dei cittadini al governo attraverso dibattiti, discussioni e deliberazioni, favorite dai nuovi media, nella democrazia plebiscitaria ciò che conta è la possibilità per il cittadino di esprimere la propria preferenza.

 

La funzione delle nuove tecnologie è quella di aggregare istantaneamente le preferenze dei cittadini senza che avvengano complesse discussioni. In questo modo, però, anteponendo l’espressione delle preferenze allo scambio delle idee, la partecipazione politica viene ridotta ad una mera azione passiva di registrazione delle opinioni preconcette di ciascuno. Nei sondaggi di Grillo, dunque, non vi è alcuna forma di democrazia partecipativa.

 

L’unico reale scopo è quello di ricevere un sostegno plebiscitario, con caratteri antidemocratici, cieco (97%!) alle proprie iniziative. Nessuna concreta discussione delle questioni pubbliche, in questo caso della legge elettorale. Non vi è alcuno scambio di opinioni, ma una limitata registrazione delle convinzioni (quanto reali?) dei lettori. Con la conclusione che su quale sistema elettorale debba essere utilizzato ci sia la più totale confusione, polarizzazione (39% per maggioritario contro 30% per proporzionale), oltre che presumibile disinformazione.


Commenti   

 
+2 #7 Luigi Di Martino 2012-08-12 12:31
L'articolo non è firmato, quindi gentile sconosciuto, chissà perchè ad ogni articolo di Grillo si cerchi il baco nella mela. Per sua informazione, esiste già un sistema di politica semi-plebiscita ria, in Svizzera! Non è perfetta, ma funziona meglio che in tutto il resto del mondo. Inoltre, con i mezzi di informazioni moderni, pensi bene, si informi, si può instaurare una democrazia diretta.
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0 #6 Maurizio 2012-08-06 14:25
movimento democratico? con quel suo non statuto?
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0 #5 simone 2012-08-02 12:25
Citazione simone:
Ogni tipo di partecipazione sociale ha i suoi difetti anche democrazia diretta ha i suoi e si potrebbe stare ore a discuterne, credo sia comunque più democratico che ogni cittadino possa dire la sua piuttosto che quattro persone (elette da nessuno) chiuse in un palazzo decidano per tutti.

http://www.sameforall.com
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+3 #4 simone 2012-08-02 12:24
Ogni tipo di partecipazione sociale ha i suoi difetti anche democrazia diretta ha i suoi e si potrebbe stare ore a discuterne, credo sia comunque più democratico che ogni cittadino possa dire la sua piuttosto che quattro persone (elette da nessuno) chiuse in un palazzo decidano per tutti.
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+1 #3 gimco 2012-08-02 07:41
grillo vi da fastidio vero? voi sparate sempre a zero su un personaggio che ha scoperchiato una pentola che in apparenza all'esterno e bella pulita ma che all'interno contiene solo merda come ha dimostrato di essere la politica e i politici italiani, tradotto in parole povere sono: parassiti,tange ntari,mafiosi,l adri,privilegia ti,tartassatori ,e disonesti conclamati.
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0 #2 ilSocialista 2012-08-01 21:27
Mah, sai fare le pulci a Grillo è facile come sparare sulla croce rossa; Grillo da un punto di vista è come tutti gli altri, ovvero un movimento non democratico; ma questo in Italia è del tutto normale; in Italia non c'è una legge che disciplini la vita dei movimenti politici all'interno procedure CODIFICATE, SEVERE, TRASPARENTI E CONTROLLATE; ne consegue che tutti i movimenti politici sono più o meno sottopostI al volere ESTEMPORANEO di pochi INDIVIDUI in gruppi dirigenti cooptati; questo più che un aspetto di Grillo è un aspetto della QUESTIONE ANTROPOLOGICA ITALIANA che effettivamente sarebbe ora di spolverare e sbattere sul tappeto; d'altronde ogni popolo c'ha le sue magagne, e esistono mille modi per fottere la democrazia; uno di quello sono i molti soldi, che Grillo, almeno quello, non possiede; per esempio leggi qua:
http://economyincrisis.org/content/if-bankers-took-steroids-or-made-knockoff-handbags-theyd-clean-up-wall-street-tomorrow
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+1 #1 nicola 2012-08-01 14:59
A mio avviso la verità sta nel mezzo,il sito del movimento 5 stelle è pieno di idee e proposte basta sbattersi un attimo e leggere,poi bisogna scegliere e qui nasce il sondaggio.
In ogni caso è meglio di come le cose stanno ora dove a votare sono delle persone non elette,che quando intervistate dimostrano una enorme ignoranza a tutto tondo,vedi le domande fatte davanti al parlamento sul fiscal compact...
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