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14/07/24 ore

Grillo piace ai giovani, ma è “protesta” senza alternativa di governo


  • Ermes Antonucci

Secondo un sondaggio di Renato Mannheimer, pubblicato dal Corriere della Sera, il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo risulta essere il primo partito tra gli elettori under 23. Nella fascia elettorale dei 18-23enni, infatti, il movimento di Grillo riuscirebbe a conseguire il 30,4% di consenso, cioè il 17% in più che nella popolazione nel suo insieme.

 

Dai questi dati emerge con maggiore chiarezza quale sia la capacità del partito guidato dal comico genovese di catalizzare il malcontento e la rabbia anti-casta che in maniera sempre più diffusa imperversano nella società italiana. Questo fenomeno si verifica soprattutto tra i giovani, insofferenti per la propria situazione economico-sociale e più che mai scettici nei confronti di una classe politica gerontocratica incapace di rappresentare le loro istanze.

 

Ma la domanda fondamentale a cui occorrerà fornire una risposta è se le forze antipartitiche – capitanate proprio dal movimento di Grillo – saranno in grado di porsi come alternativa costruttiva una volta divenuti protagonisti attivi del tradizionale circolo partitocratico.

 

Una risposta indiretta è per certi versi giunta da Parma, il primo comune capoluogo amministrato da un grillino, Federico Pizzarotti, dal maggio scorso. Ieri, infatti, Pizzarotti e Grillo (a Parma per il suo tour elettorale) hanno dovuto subire la contestazione del “Comitato per le famiglie”, che protesta contro gli aumenti delle rette degli asili e la soppressione del Quoziente Parma – che consentiva sgravi fiscali alle famiglie numerose – effettuati dal sindaco, contrariamente a quanto promesso in campagna elettorale.

 

Quello del Quoziente Parma non è stata l’unica marcia indietro di Pizzarotti. Anche la promessa sulla riduzione dell’aliquota dell’Imu è stata dimenticata e si è deciso così di mantenere inalterato il tasso stabilito dalla precedente giunta, al massimo consentito. Il sindaco risponde alle critiche ricordando il debito enorme che la nuova amministrazione si è trovata a dover gestire, ma questa giustificazione non riesce a dissipare i tanti dubbi degli elettori parmensi.

 

A livello nazionale la situazione non sembra molto differente. Fatta eccezione per alcune proposte – anche queste in apparenza dettate più da calcoli populistici che da una reale riflessione politica – il programma del Movimento 5 Stelle appare assolutamente inadeguato per un partito che mira a governare il Paese, tanto da essere definito “ridicolo” persino da uno dei principali sostenitori del grillismo, Marco Travaglio.

 

Il rischio, insomma, che la protesta politica di Grillo, una volta conquistato il consenso di un’ampia fetta dell’elettorato si riveli fine a se stessa, resta decisamente considerevole.



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