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14/12/18 ore

Pd, nei Casini a Bologna



Trattati come un Mugello qualsiasi. Nel collegio di Bologna “la rossa” non ci stanno dormendo, probabilmente. Questa volta non c'è però da votare Antonio Di Pietro, che ottenne il passi rosso-toscano per entrare in Parlamento, dopo aver terminato il "compito" di Mani pulite.

 

Per certi aspetti, si può dire che agli emiliani di sinistra sia andata anche peggio. Pierferdinando Casini è davvero un boccone duro da ingoiare, anche se quest'ultima legislatura lo ha visto con felpata discrezione appoggiare i governi Letta, Renzi e Gentiloni.

 

Il personaggio non ha bisogno di presentazione e la sua storia politica non lascia spazio a malintesi. L'unico presunto appiglio è costituito dai tempi che sono cambiati. Il diretto interessato li ha richiamati in una lettera appello agli elettori, sottolineando che “le contrapposizioni ideologiche del passato che ci hanno diviso anche qui lasciano il campo alla necessità di fermare l’incompetenza; l’odio instillato sotto forma di intolleranza per gli altri; la demagogia con cui si promettono ricette impossibili da realizzare”.

 

L'invito è quindi a non pensare a ciò che è stato, per non lasciarsi dominare dai rancori e dagli impulsi passionali per antiche rivalità. Pare invece il momento di “turarsi il naso”... Manco fosse la prima volta. (red.)

 

 


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