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14/06/24 ore

Scopre il tesoro di 'nonno Wen', la Cina oscura il New York Times



“Nonno Wen”, Primo Ministro cinese, secondo il New York Times sarebbe a capo di un impero del valore di 2.7 miliardi di dollari. L'inchiesta, pubblicata dal più famoso giornale del mondo sulla base di “registri pubblici e aziendali”, prende in esame la scalata economica della famiglia di Jiabao, in dieci anni giunta al vertice di una dorata piramide costruita, pare, tramite il certosino lavoro di aziende 'fantasma', società finanziarie intestate ad amici, conoscenti e parenti e proficui investimenti nei più disparati settori dell'industria della Repubblica Popolare cinese: diamanti, banche, resort turistici, aziende di telecomunicazioni, progetti di infrastrutture.

 

Dal 2002, anno in cui Wen ha assunto l'incarico, la famiglia del premier avrebbe accumulato quindi una fortuna spropositata rispetto alla reputazione che da sempre aleggia attorno all'”uomo del popolo” Wen, dichiaratamente impegnato a migliorare la vita dei più bisognosi.

 

Ed è a causa del reportage, messo insieme dopo settimane di approfondita analisi di ricerca dei collegamenti, quasi sempre camuffati o nascosti, tra la numerosa famiglia di Jiabao e gli interessi maturati da questa prevalentemente sotto, e grazie, la supervisione del governo cinese, che Pechino ha deciso di oscurare il NYT, bloccando l'accesso al sito, sia nella versione cinese che in quella inglese.

 

Di certo in un Paese dove l'economia pianificata non dà i suoi frutti e dove la corruzione è il motore dell'intero sistema politico e sociale, le informazioni sulla fortuna del Premier, “diffamano” la Cina e mettono in grave imbarazzo il Partito comunista il cui congresso, in programma il prossimo 8 novembre, decreterà il pensionamento del Primo Ministro Wen e del Presidente Hu Jintao e il realtivo passaggio di potere a un nuovo gruppo dirigente.

 

Da qui l'inevitabile black out forzato del player dell'informazione statunitense deciso dall'Ufficio Censura di Pechino. “Speriamo che un accesso completo sia presto restaurato – ha dichiarato intanto un portavoce del NYT – noi continueremo a pubblicare e tradurre storie applicando lo stesso standard giornalistico di casa al New York Times”. (F.U.)


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