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21/04/18 ore

Dispotismo senza strategia di Hamas, uso della forza di Israele: il destino dei palestinesi di Gaza



La vicenda drammatica della Siria ha occupato la scena mediorientale. Gli attacchi franco-anglo-americani alle basi di produzione di gas tossici che Assad usa contro i civili, le reazioni russe, iraniane, le ambiguità turche hanno di fatto allontanato l’attenzione da altri fronti turbolenti di quell’area.

 

Eppure le vicende della Striscia di Gaza si erano riproposte con tutta la loro violenza e il loro carico di contraddizioni.

 

Nei giorni scorsi ne hanno discusso Anna Mahjiar-Barducci e Geppi Rippa provando a rileggere gli avvenimenti fuori da un processo informativo quasi sempre deformante e capace di non far comprendere le ragioni degli scontri e le responsabilità dei protagonisti.

 

Hamas, Israele, Fatah, i palestinesi, in particolare la drammatica situazione di quelli di Gaza, che sono le vittime designate. Di chi: in primo luogo dell’assenza di strategia di chi da un decennio governa quel territorio, Hamas, che ogni giorno di più si rivela priva di classe dirigente e di visione che non sia di inefficaci ribellismi.

 

E ancora, il conflitto interno della stessa Hamas con Al-Fatah, il fallimento della presunta riconciliazione con l’Anp, ma anche le responsabilità del governo israeliano, schiacciato tra uso della forza e negoziato che Hamas non vuole ma che non viene costruito da Israele con la determinazione necessaria…

 

Ma la catastrofe umanitaria di Gaza è la conseguenza dei governanti di Gaza che hanno immaginato una presunta azione nonviolenta per attirare l’attenzione del mondo arabo (che in realtà non c’è stata, non solo dall’Egitto ma anche da Qatar e Turchia) e dell’Europa, mandando allo sbaraglio giovani disperati (per taluni osservatori militanti di fatto armati di Hamas o di altre milizie)…

 

Di seguito l’audio della conversazione.

 

- Dispotismo senza strategia di Hamas, uso della forza di Israele: il destino dei palestinesi di Gaza (Agenzia Radicale Interviste)

 

 


Commenti   

 
0 #4 franco 2018-04-19 07:01
Animo alla fine vince sempre e non l'arma migliore
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0 #3 ilSocialista 2018-04-16 17:01
ora Macron, quelllo che sarebbe per qualcuno il fulgido portabandiera della Giovine Europa pare abbia una grande voglia di menare le mani come in Libia per cercare di espandere i mercati a scapito dell'Italia; molta meno pare ne abbia Trump purtroppo per lui.
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0 #2 ilSocialista 2018-04-16 16:53
capite come sia il felice nodo centrale e la piaga purulenta di tutte le storture irrisolte del pianeta
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0 #1 ilSocialista 2018-04-16 16:40
scusate ma siete alquanto fuori tema; la disputa arabo israeliana è passata in secondo piano per il semplice motivo che i palestinesi contano come il due di picche nel senso che i quattrini che smuovono equivalgono a zero; qui i fattori in gioco sono altri; la lotta feroce fra sciiti e sunniti, fra arabia saudita ed iran; in questo si inseriscono la tipica democratura oligarchica magerica-prima da XXI secolo di Putin e la democrazia declinata in chiave finanziario-eli tistica degli USA che cerca di trovare un contrappeso sociale populista in Trump; aggiungiamoci il neocolonialismo di inghilterra e francia che cercano disperatamente di rimediare al loro ingente deficit commericale e che se possono metterlo nel culo agli in uteressi italiani nella regione ne sono ben felici alla faccia dell'europeismo degli allocchi
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