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07/12/19 ore

Radicali, "di doman non c'è certezza…"


  • Antonio Marulo

Di doman non c'è certezza…e i radicali non “hanno mai avuto la sensazione di un futuro certo”, come ha ricordato Emma Bonino, all’XI Congresso di Radicali Italiani, a quanti dimostravano di avere troppa “fretta”: fretta di decidere, fretta di sapere con chi allearsi in vista delle prossime tornate elettorali regionali e nazionali, a cui si è unita quella smania di presentarsi con tanto di lista Radicali Italiani come parte che prescinde dal tutto, ovvero dalla cosiddetta “galassia”.

 

In definitiva, è stato questo il casus belli che ha ravvivato – diciamo - l’annuale rito del ponte di Ognissanti, che altrimenti sarebbe scivolato senza particolari sussulti e che ha visto i militanti di Radicali Italiani spaccarsi sulla modifica della statuto in una parte solo in apparenza di poco conto.

 

Si è trattato in sostanza di formalizzare col sigillo statutario una regola non scritta: che Radicali Italiani, in quanto associazione costituente il Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito e parte di un sistema più complesso, non può presentarsi in quanto tale alle elezioni. Prerogativa, questa, riservata alla Lista Pannella, soggetto politico blindato e non scalabile posto a garanzia di tutto e di tutti.

 

Certo, visto dall’esterno, non è facile comprendere il caotico sistema che gira intorno al leader carismatico Marco Pannella: la miriade di associazioni, i soggetti costituenti l’entità transnazionale per certi aspetti quasi astratta, la galassia radicale, la lista Pannella...

 

Visto dall’interno, o quasi, sono invece emerse al Congresso, una volta di più, le difficoltà che vive l’intero movimento, in un contesto – per riprendere ancora le parole di Bonino – di “disgregazione del Paese che rischia di contagiare anche” i radicali. I presupposti ci sono tutti e sono affiorati senza pudori nel corso della maratona di parole che contraddistingue sempre le kermesse pannelliane.

 

Di fronte a una crisi chissà quanto reversibile di Radicali Italiani, c’è chi ha provato, poi, a dare un senso a chi un senso non ce l’ha, con il tentativo di fornire all’associazione la legittimità di un soggetto politico a tutto tondo e con tutti i crismi. Paradossalmente, però, provando a far venir meno anche il motivo della stessa sua esistenza, che il Leader ha voluto fin dal principio aliena da logiche elettoralistiche e con un preciso compito.

 

Alla fine, anche se per soli tre voti, la linea affrancatrice non è passata. E insieme ad essa sono svanite anche le velleità del papabile alla segreteria Lorenzo Lipparini. Dall’inizio del congresso fino a quasi la fine è stata infatti viva la sensazione che fosse finita l’era Staderini. Poi tutto si è appianato, anche Cappato è rientrato nei ranghi e la triade uscente (Staderini, De Lucia, Viale) è stata confermata.

 

Adesso, in attesa del partito che non c’è – quello Radicale, non certo Radicali Italiani – gli eletti al vertice avranno il compito almeno di non far rimpiangere i predecessori, nel caso specifico sè stessi. L’impresa non è titanica. Ma si sa, al peggio non c’è mai limite.


Commenti   

 
-1 #3 franco 2012-11-06 22:02
INFATTI NON E' UN PARTITO, MA UNA PERNICIOSA APPENDICE, UNA METASTASI DELLA COSCA DEI RICICLATI DEL CANCRO DELLA SOPRAVISSUTA IDEOLOGIA VETERO KOMUNISTA E/O DEL BILDERBERG!
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-1 #2 franco 2012-11-06 21:48
NON 1 MA 10 100 1000 P.LI LORETO!
dall'ultimo capoverso di questo surrealistico commento: "Adesso, in attesa del partito che no c'è -" parole sante, ma i suoi papponi continuano ad allignare e grufolare con tutte le loro prebende e privilegi di casta da insulto ai sudditi!- e come!

La loro affiliazione alla criminale loggia BILDERBERG (v. elenchi in rete), la loro complicità con gli altri partiti canaglia ai sicari delle mafie BCE FMI TRILATERAL NWO che stanno depredando ferocemente ogni risorsa degli italianii e la piaggeria al satrapo della casta dei papponi di LADRONIA, danno veramente il senso CHE aL PEGGIO NON C'E' MAI FINE!
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0 #1 Michele Marcelli 2012-11-06 18:16
Quali erano gli scopi degli... affrancatori? Si accingevano davvero a ordire qualcosa di brutto e cattivo, non fosse stata aggiunta allo statuto del partito quella riga? Pare dubbio.
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