14/10/19 ore

Il sunset boulevard del PD


  • Silvio Pergameno

 

 

 

 

Il PD sembra ormai definitivamente avviato sul viale del tramonto: questo appare il senso politico dell’approvazione della legge costituzionale del taglio ai parlamentari il cui iter si è concluso ieri con il secondo voto della Camera dei deputati. Il PD ha motivato questa sua determinazione nel quadro degli accodi (tanto per dire) con i 5 Stelle, che avrebbero dovuto aprire un percorso di parlamentarizzazione del Movimento, laddove si è consolidato viceversa l’impatto sui pidiessini del populismo pentastellato.

 

Il PD teme nuove elezioni, teme Salvini, nonostante la Lega non versi in una fase molto brillante e soprattutto sembra aver perduto il coraggio di fare politica: si lascia trascinare da Di Maio, nonostante il declino del leader stellato, reso evidente proprio al livello popolare nelle elezioni europee dell’anno scorso e confermato in recenti sondaggi. In realtà il PD dimostra di aver paura soprattutto di se stesso

 

La riduzione dei parlamentari è chiaramente un provvedimento contrario alla democrazia rappresentativa, in una fase politica come l’attuale caratterizzata da una spinta a cambiamenti piena di incertezze e aperta a rischi, nella quale proprio la difesa degli istituti parlamentari sarebbe momento essenziale di riconferma e riassicurazione della democrazia come tale.

 

E del resto non esiste altra forma di democrazia e meno di tutte quella cosiddetta digitale (una vera e propria presa in giro assolutamente priva di qualunque garanzia e caldeggiata soltanto da forze politiche che non fanno alcun mistero del loro antiparlamentarismo).

 

Ma quel che appare stupefacente – e preoccupante ­– è stato l’esito plebiscitario della votazione di ieri, al punto da far ritenere che questa la pseudo-riforma non porta alcun cambiamento e non c’era alcun bisogno di farla: tanto era già tutto fatto.

 

 


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