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21/07/19 ore

Putin a Roma


  • Silvio Pergameno

Per un professore di matematica la visita di Vladimir Putin a Roma sarebbe un “c.v.d”, un “come volevasi dimostrare”, magari anche senza bisogno di alcuna dimostrazione: a Matteo Salvini ha portato un TIR di fazzoletti per asciugarsi le lacrime a causa dell’esito complessivo delle europee (andate bene per lui solo in Italia), e comunque oggi un po' in ritardo, dopo che Tria e Conte hanno superato lo scoglio di Bruxelles con il famoso (e vituperato) spread che scende e la borsa che sale, anche se di poco e non si sa per quanto. 

 

L’udienza di papa Francesco a Putin comunque, gli è andata proprio bene.

 

Nel 2013, quando Jorge Maria Bergoglio ascese al soglio di Pietro, scrivemmo su A.R. che eravamo contenti dell’esito del conclave, ma che dovevamo fare attenzione agli eccessi di entusiasmo, perché il nuovo papa non era un liberale; potremmo aggiungere… non ama i teologi e ha un occhio di sinistra di stampo America Latina… teologia della liberazione…

 

Putin - penso - a papa Francesco gli interessi soprattutto perché la Chiesa ortodossa (meglio: Chiese Ortodosse) è un campo sicuramente più vicino alla Chiesa cattolica (che non ha mai rinunciato alla sua pretesa ecumenica), certamente assai di più delle confessioni cosiddette protestanti con tanto di teologia liberale.

 

Il patriarcato di Mosca poi è una specie di chiesa di stato, che è sempre andato d’accordo con Cremlino, senza badare troppo a chi ci sta dentro. E papa Francesco gradirebbe molto un riavvicinamento con gli ortodossi dell’est europeo.

 

In questo discorso bisogna però aggiungere alcune considerazioni che riguardano le sanzioni imposte a Mosca in riposta alla crisi che nel 2014 ha colpito l’Ucraina, dalla quale la Russia si è portata via la Crimea, perché popolata prevalentemente da russi, crisi peraltro tuttora irrisolta e che ha avuto un effetto perverso.

 

Le sanzioni si sono ripercosse sulla popolazione russa, la quale reagisce riconoscendo maggiore sostegno nazionale a Putin, sostegno che sarebbe ovviamente ancora maggiore se Putin riuscisse a togliersele di dosso.

 

Putin in sostanza cerca di lavorare ai fianchi l’Unione Europea, avvalendosi del successo elettorale di Salvini, con il quale i rapporti sono ottimi. Temiamo che Ursula von der Leyen avrà le sue belle gatte da pelare, anche perché oggi alla Casa Bianca un accordo con Mosca tutto sommato andrebbe bene e Putin spera di ristabilire il duopolio dei tempi della Guerra fredda…

 

 


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