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24/06/18 ore

M5S-Lega, la fiera della vacuità a nostre spese


  • Antonio Marulo

Chi paga? In Italia non siamo stati abituati a chiedercelo. Non è nostro costume, sebbene ogni tanto qualcuno prova a ricordarci, ora con le buone, ora con le cattive, che un paese che vive di debito pubblico non può ignorare gli umori dei creditori a cui ci si affida per mandare avanti il baraccone ben oltre le possibilità.

 

Concentrati sulle colpe vere o presunte dell'Europa, si è perso così di vista il ruolo legittimo che può avere il mercato: il famigerato mercato. A pochi salta in mente, piaccia o no, che la prima e imprescindibile qualità che deve avere un debitore incallito è l'affidabilità, la quale deve crescere tanto più cresce la somma da restituire.

 

Ma agli albori della "terza repubblica", con quel po' di debito pubblico che nessuno mai ha voluto ridurre se non a parole, ci si è presi la briga di stipulare un “contratto di governo” prevedendo spese miliardarie senza uno straccio di copertura finanziaria. Questo non prima di aver fatto circolare, in brutta copia, una bozza di programma con richieste di abbuoni alla Bce o Piani b per fughe nottetempo dalla moneta unica, sognate da un autorevole e attempato economista, sottratto in queste giorni alle gradevoli passegiatine da pensionato a Villa Borghese.

 

Non paghi, di fallimento in fallimento, si è continuato a dire e fare tutto e il contrario di tutto. Le parole hanno perso totalmente ogni senso e significato. Si è potuto pertanto affermare – Di Maio docet - una cosa e smentirla poco dopo, per poi rismentirla ancora come se nulla fosse. Si è passati in poche ore, per esempio, dall'impeachment all'impaccio, dalla richiesta di voto a luglio all'appello per un nuovo tentantivo di formare il “governo del cambiamento”, mentre l'unico cambiamento in atto è quello di idee e posizioni politiche, anzi, anti-politiche.

 

Infantilismo, dilettantismo, incoerenza, irresponsabilità la fanno ormai da padroni. Come nel salto in alto, ogni volta l'asticella del senso del ridicolo viene posta più in su. Si procede spudorati, bugiardi e arroganti, forti di un consenso che incredibilmente non scema, grazie anche al circo mediatico che da anni liscia il pelo ai “nuovi barbari”.

 

Nella gravità della crisi che viviamo si continuano a cercare alibi solo nella Germania, nella Bce, nei burocrati di Bruxelles, nella speculazione internazionale, fermo restando l'immancabile “neoliberismo selvaggio” eccetera eccetera.

 

 

Prima di gridare al complotto, al disegno cinico e baro di forze occulte che ricatterebbero la nazione soggiogandola a rigide regole capestro, ogni volta che sale lo spread , sarebbe invece opportuno un'esame di coscienza collettivo. Magari partendo da una semplice e onesta domanda, da fare prima di tutto a se stessi, non meno importate di quella da cui siamo partiti: “avendone la disponibilità, presterei, qui e ora, i miei soldi a questa Italia con una sifatta classe dirigente?”.

 

 


Commenti   

 
-1 #6 Satori 2018-05-31 21:46
Ma soprattutto la morale di quest'articolo, perfettamente allineato alla narrazione gradita al famoso "regime" che i radicali (socialisti/lib erali/mortaccis ti/ecc.) pretendono a parole di combattere, è: siccome siamo un paese di debitori pezzenti, certi lussi come diritto di voto, ascolto delle istanze sociali, rispetto degli equilibri istituzionali, ce li dobbiamo scordare perché finché non si cacciano i denari e non si ripaga il debito? Fatevi un giro in autobus e spiegatelo alla gente.
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0 #5 ilSocialista 2018-05-30 16:33
inoltre vi è da dire una altra cosa: ss guardi la storia del debito pubblico italiano nel corso del secolo scorso,
https://www.blia.it/debitopubblico/
vedrai che è SEMPRE ESISTITO PIU' O MENO, FRA L'80% ED IL 120% eppure non se ne parlava coi termini accorati di ora; dopo le due guerra mondiali il debito è stato particolarmente pesante MA SE NE E' USCITI NEL GIRO DI POCHI ANNI, non se lo si è trascinato per decenni o secoli; e poi è quasi sprito in epoca keynesiana, durante i "trenta gloriosi" la conclusione è che il debito PUBBLICO perenne E' PER SUA NATURA PRIMA CONSEGUENZA E FILIAZIONE LOGICA, DIRETTA ED IRRINUNCIABILE DELL'IDEOLOGIA MONNETARISTA ED è DA ESSO INDISTINGUIBILE.
Quando le banche centrali erano tenute per legge a ripianare con la liquidità il debito dello stato che non veniva collocato presso i privati, il debito pubblico semplicemente non susssteva.
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0 #4 ilSocialista 2018-05-30 16:20
le evidenti Stronzate Unite ufficiali e dogmatiche dell'Europa si vanno purtroppo a sommare con altre stronzate globali di ben maggior spessore; il debito pubblico, in tutti i paesi avanzati, a partire dagli anni '80 del secolo scorso è divenuto una costante ineludibile, un elemento strettamente caratterizzante il sistema; noi di fatto stiamo ancora a pagare gli interessi del deficit fatto negli anni '80; di questo passo ce lo tireremo forse fino al 2080; discorso del tutto analogo si può fare per gli USA, che stanno ancora a pagare lo scudo spaziale di Reagan; il monetarismo DI PER SE' crea debiti secolari e potenzialmente millenari; se il monetarismo si fsse affermato già duemila anni fa, staremmo ancora a pagare il conto le fortificazioni di Cesare della Battaglia di Alesia
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0 #3 ilSocialista 2018-05-30 16:12
ora la consapevolezza della sempre possibile fine puttanesca, intrinsecamente presente in ogni qualsicovoglia impresa umana, specie se agita da gruppi umani, nazionali, sociali molto differenti, sembra del tutto assente nella mente obnubilata e squinternata della cosiddetta Europa. Purtroppo questa Europa, sotterrata la saggezza dei fondatori, da alcuni lustri è cresciuta e pasciuta nella certezza dogmatica che "il mercato si autoregola", quindi si fonda su un'altra stronzata logica che manco le favolette dei bambini.
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0 #2 ilSocialista 2018-05-30 16:07
detto questo però la cosa si può vedere anche da altti punti di vista; l'europa ha delle falle evidenti; il fatto che esista una moneta unica ma poi di fatto i tassi di interesse che esistono nei vari paesi sono differenti è un stronzata logica per cui ci sarebbe da rotolarsi per terra dalle isate se non fosse una cosa tragica, come si è visto in Grecia e come si è intravisto in Italia; come spiega bene la Gabanelli, in una area economica unica ma socialmente variegata che dovrebbe teoricamente tendere ad essere Stato Unitario, è folle fondare tutto sulla "concorrenza" perchè ad un certo punto le differenze iniziano a stridere è sussiste il forte rischio che tutto finisca a puttane
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0 #1 ilSocialista 2018-05-30 15:59
amico mio quello che dici può avere una logica; soprattutto considerando che sommando debito e privato e considerando anche la ricchezza privata, l'Italia sta meno peggio di molti altri paesi, gli USA per esempio; di sicuro se agli USA gli facessero i tassi di interesse che fanno a noi andrebbero a capocollo in pochi anni; ma non glieli fanno, almeno per ora, per motivi storici, di potenza militare, ecc.
quindi i tedeschi possono dire con una certa cognizione di causa, i soldi ce li avete, tirateli fuori dal materasso e riducete il debito; il prestito forzoso può essere una soluzione; senza che gli italiani vadano ad investire in Malesia, che lo Stato costringa a ricomprarsi il debito ai propri cittadini e il problema dello spread si risolve alla radice come non esiste in Giappone che ha debito doppio del nostro.
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