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27/07/17 ore

Brexit, le vittime di Londra e il signor Dijsselbloem


  • Silvio Pergameno

Non si tratta ovviamente di tentare collegamenti o connessioni di cause ed effetti tra avvenimenti quando si accostano, come nel titolo dato a queste note, fatti tanto eterogenei e lontani, ma che pur suggeriscono riflessioni che sembra non possano esser ignorate. Il discorso vale per il signor Dijsselbloem, quando si lascia sedurre da incredibile complesso di superiorità, che lo porta all’uso di espressioni che lo mettono nettamente dalla parte del torto, quali che possano essere le ragioni delle sue convinzioni personali in materia di politica finanziaria e testimoniano di un troppo circoscritto approccio ai problemi europei, che ben spiega la rischiosa lentezza con la quale procede l’unificazione del vecchio continente.  

 

Ė la modestia, la ristrettezza di orizzonti con la quale le classi politiche dei paesi europei affrontano la vicenda del continente, anche quando la confinano entro i modesti ambiti dei problemi finanziari e soprattutto quando incorrono in decisioni e comportamenti di estrema gravità, come quando la Svezia chiude il ponte dal quale arrivano i profughi dal Mediterraneo, o, fatto assai più grave, nel realizzare il nord stream, il gasdotto che collega direttamente Russia e Germania, lo si costruisce tutto sottomarino, evitando che attraversi i paesi baltici e Polonia…, o quando si interpreta lo stato di diritto come stato delle regolette.

   

Così si arriva alla miopia della Brexit… eppure quando la follia di terroristi solitari miete vittime innocenti, noi registriamo che su un ponte sul Tamigi restano colpiti inglesi, francesi, rumeni… sentiamo che alla Camera dei comuni siamo colpiti tutti noi, è colpita la nostra democrazia e la nostra storia… il signor Dijsselbloem sarà senza dubbio un esperto delle materie finanziarie, ma quando usa certe espressioni per esprimere le sue valutazioni politiche, dimostra soltanto di non avere che una percezione molto vaga dei problemi sul tappeto.

 

Lo conferma l’alto concetto che dimostra di avere delle proprie convinzioni quando – dopo l’accaduto - manifesta l’avviso di non volersi dimettere dalla carica di presidente dell’Eurogruppo o quando non avverte il bisogno di scusarsi per l’uso di espressioni fin troppo sconvenienti, il che non comporta, è fin troppo chiaro, un’implicita approvazione di politiche finanziarie discutibili, come quella del nostro paese

 

Quanto poi all’attentato di Londra, che si aggiunge a una serie sempre più lunga, il contrasto appare evidente tra i fatti e la risposta che agli stessi viene data. Gli attentati colpiscono l’Europa, con una dislocazione geografica nella quale si può vedere un significato politico, e anche una strategia (implicita?, esplicita?, di mera risulta?...), perché il terrorismo dei fondamentalisti islamici, non essendo in grado di soggiogare l’Europa con spedizioni militari, mira, o quanto meno ottiene il risultato, di colpire il nostro modo di vivere, di minacciare il nostro modo di pensare, di mettere a rischio la nostra democrazia proprio nei suoi principi.

 

Schengen a rischio, la necessità di altre restrizioni di diritti, il bisogno di sicurezza che può scatenare movimenti politici antidemocratici… e più ancora: i rapporti intraeuropei, con i paesi dell’est che non sono convincenti, non rivelano un’intensa opera di costruzione politica di un’Europa che si faccia carico di un destino comune o delle conseguenze della vittoria del partito di Jaruzelski nelle ultime elezioni polacche o del nuovo corso in Turchia dopo decenni di anticamera alle porte di Bruxelles? Ci pensa il signor Dijsselbloem?  

 

Ė abbastanza normale che di fronte al verificarsi di gravi attentati vengano chiamati in causa i servizi di intelligence, ma la questione è più complessa e già rivela in partenza valutazioni contrastanti sulla natura dei gravissimi fatti che ricorrono. Ci si chiede infatti se si tratti di attentati posti in atto da singoli individui isolati (chiunque può lanciarsi con un autoveicolo spinto a gran velocità contro inermi passanti in una qualsiasi città) o invece di un’azione organizzata o quanto meno supportata dall’Isis o da Al Qaeda?

 

Ma non sembra ci si chieda se il fatto che gli attentatori finiscano uccisi non rappresenti forse un rischio maggiore rispetto alla possibilità di un arresto e di un conseguente processo, con la possibilità di ottenere informazioni… Né ci si chiede se il fatto che possa trattarsi di individui isolati, un qualsiasi abitante di Nizza, Londra o Berlino o Bruxelles, che si sveglia al mattino dopo aver dormito male, sia più o meno pericoloso che se si tratti di gruppi più o meno organizzati e collegati.

 

Nel secondo dopoguerra per quasi mezzo secolo l’Europa ha vissuto in una situazione protetta, in un mondo diviso tra le due superpotenze, ognuna delle quali teneva a bada le proprie teste calde. Sono così cresciute classi dirigenti abituate a calibrarsi sui problemi interni, tanto al resto ci pensavano USA e URSS. Poi con la famosa caduta del Muro di Berlino siamo di colpo diventati maggiorenni. Ma nessuno se ne è accorto. E spesso ci troviamo in mano di persone che dimostrano a usura di non sapere di cosa si tratti.

 

 


Commenti   

 
0 #7 Parthenia 2017-05-16 01:35
Thanks for finally writing about >Brexit, le vittime di Londra e il signor
Dijsselbloem
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0 #6 Smithf787 2017-03-30 15:08
Pretty great post. I just stumbled upon your blog and wanted dcckfedecbedkbe c
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0 #5 ilSocialista 2017-03-27 00:54
la crisi dell'Europa è strettamente legata a tutto questo ed anche in presenta di una ipotetica europa politicamente unita i problemi si sarebbero presentati in una forma o nell'altra, magari sotto forma di secessioni; il problema è sociale e sostanziale e quando il monetarismo-lib erismo sarà stato ridimensionato l'europa potra tornare automaticamente a ricostruirsi.
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0 #4 ilSocialista 2017-03-27 00:45
anche le università sono state pesantemente colonizzate ed esprimono un conformismo terribile; per fortina in america una nuova sinistra rooseveltiana sta riprendendo lentamente fiato con i folti movimenti che fanno capo a Bernie Sanders
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0 #3 ilSocialista 2017-03-27 00:38
in Europa questo tenzo incomodo militare non sussiste però la dipendenza dai poteri finanziari si è via via accresciuta; in tal senso la incorporazione di Barroso Goldman Sachs e iconica; ed i rapporti di Junker con le multinazionali prima del suo incarico sono noti a tutti; quello monetarista liberista è un potere molto difficile da intaccare perchè ha una forza monetaria enorme in grado di condizionare, prima della politica, i media e la cultura in maniera devastante e monopolistica in mille modi e rivoli; la selezione dei media è sempre più stringente, sopravvivono solo le grandi concentrazioni editoriali che possono esprimere solo diverse sfmature degli stessi concetti
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0 #2 ilSocialista 2017-03-27 00:26
Questa ideologia ha come valore fondante dichiarato apertamente la minimizzazione della politica e la sua dipendenza effettiva da poteri finanziari e da grandi corporations globali; negli USA vi è un terzo blocco sociale di potere dato da un apparato militare formidabile di cui gli stessi presidenti finiscono per essere alquano succubi e nelle cui dinamiche interne poco possono entrare; questo potere militare si è interconnesso coi primi due, al punto che tutti gli alti gradi militari finiscono la carriera a fare i dirigenti di aziende cha hanno commesse dalla difesa e sono scelleratamente superepagati come i manager della finanza.
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0 #1 ilSocialista 2017-03-27 00:17
amico mio condivido lo sconforto ma la tua analisi è abbastanza carente; il livello culturale grossolano delle classi dirigenti europoee non c'entra nulla con la guerra fredda, gli USA e l'URSS;: al contrario le classi dirigentri di allora erano di gran lunga migliori; quello che ha detto il signor Dijsselbloem non sarebbe mai passato manco per l'anticamera del cervello di un Willy Brandt, di un Kohl, di un Olaf Palme, per non parlare di un Adenauer o un De Gasperi; proprio fatti come questo misurano il solco antropologico temporale che si è scavato fra la politica del passato e quella del presente; la causa di questo vero abisso culturale è sempre quella ed ha un nome cognome corrispondendo alla malattia dell'occidente: si chiama ideologia monetarista-lib erista
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