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20/05/24 ore

Europa, l’importanza di una Difesa comune



di Riccardo Scarpa

 

L’Unione europea non sarà certo salvata dall’Euro. Una moneta comune alla gran parte degli Stati membri è stata una grande conquista, ma un’unità monetaria è solo la misura della relativa scarsità dei beni e dei servizî offerti sul mercato in rapporto al potere d’acquisto.

 

Proprio per questo, peraltro, coloro che si lamentano che questa sia l’euro mi paiono una persona ingrassata, che non entra più nei vestiti, ed invece di mettersi a dieta o andare dal sarto, od in un negozio per teglie forti, onde rifarsi il guardaroba, se la prenda col metro e la bilancia, affermando che se quella fettuccia recasse la misura in pollici e la bilancia fosse tarata in libbre non sussisterebbe la questione.

 

Se, poi, restaurassimo monete nazionali per giocare con l’inflazione competitiva, gli stessi inveirebbero, questa volta a ragione, contro l’inflazione che riduce la gente in miseria, erodendo di continuo il potere d’acquisto dei loro salari, stipendi o propine professionali.

 

La vera questione rimasta inevasa, invece, è la mancanza di un potere militare integrato che sostenga l’azione politico diplomatica dell’Unione nel mondo. L’Unione europea, ricordiamoci fatti ancora recenti, mentre i russi penetravano in Crimea in divise senza insegne e con convogli senza targa, ci mise più d’una settimana, fra riunione del Consiglio dei Ministri degli Esteri e quella del Consiglio europeo dei Capi di Stato e di Governo, per partorire il topolino della sospensione dei negoziati bilaterali sulla liberalizzazione dei visti e su d’un accordo commerciale, con interruzione dei lavori preparatori del G8 di Sochi, la convocazione d’un G7 senza la Federazione Russa, la minaccia d’un eventuale congelamento dei patrimoni russi nell’Unione e l’attuazione della misura solo per alcuni, del divieto d’ingresso per russi nella stessa e dell’annullamento d’un vertice bilaterale. Misure a cui in una qual guisa si ricorse, dopo il plebiscito dei russi di Crimea per la secessione della penisola dall’Ucraina e l’ingresso nella Federazione Russa.

 

Non entro nel merito, ma quello ch’è chiaro è che l’Unione europea non ha scelto una risposta morbida, come si scrive, ma non ha avuto altra soluzione. Ciò non per ragioni commerciali ma istituzionali.

 

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