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16/10/19 ore

Aziende decotte comprate dallo Stato, la 'geniale' idea anni 70 di Susanna Camusso


  • Ermes Antonucci

Un probabile fattore positivo delle crisi economiche, come quella attuale, – si dice spesso – è quello di indurre ad una maggiore razionalizzazione delle scelte in campo economico, e soprattutto, evitare (o quantomeno provare a farlo) gli errori del passato.

 

Non si colloca su questa linea, evidentemente, la segretaria della Cgil Susanna Camusso, che sulle pagine dell'Unità giorni fa ha lanciato una proposta ancien regime: “Lo Stato intervenga comprando quote di società, per poi ricollocarle sul mercato a crisi passata. Oppure finanziando direttamente progetti industriali che ci consentano di mantenere in Italia settori fondamentali”.

 

Uno striminzito e riduttivo intervento, gettato lì senza particolari argomentazioni e dunque presentato come indiscutibile ricetta anticrisi. La via della salvezza, secondo Camusso, sarebbe l’acquisto da parte dello Stato italiano di quote delle aziende private in crisi, in una sorta di riesumazione della vecchia Iri.

 

Un preoccupante salto nel passato, insomma, quello in cui lo Stato accoglieva sotto la sua ala protettrice interi settori dell’economia foraggiando l’enorme debito pubblico e allo stesso tempo generando una colossale macchina statale di stampo assistenzialistico-clientelare (da rimuovere, con un colpo di spugna, “a crisi passata” si badi!).

 

Una visione assolutamente al di fuori della realtà attuale, che vede gran parte dei governi europei – e non solo – lottare con una crisi incentrata proprio sul debito pubblico e la sua sostenibilità. I tremendi piani di austerità, fondati sul taglia e cuci, ne rappresentano la diretta conseguenza.

 

Ma una cosa interessante, come fa notare Stefano Menichini, direttore del quotidiano Europa, è che “nessuno dei keynesiani interpellati dall’Unità accoglie la proposta Camusso”. Sapelli, Berta, De Cecco, tutti ripiegano su una trincea che è diventata, alla fine, il vero oggetto del dibattito: che lo Stato recuperi iniziativa di investimento e d’impresa per promuovere settori industriali fortemente innovativi, lì dove i privati non possono o non hanno il coraggio di rischiare. Insomma: inversione di tendenza e politica industriale, sì; tornare al salvataggio delle aziende decotte e alla lottizzazione politica dei cda, no”.

 

Proprio Giulio Sapelli, docente di Storia Economica all'Università Statale di Milano, bocciando la proposta Camusso ha spiegato: “L’idea dello Stato che prende il timone di aziende alla deriva appartiene ad un passato neppure recente. Non è pensabile, per capirci, dare vita ad una nuova Iri, quella che nel pieno della Grande crisi fra le due guerre salvò fabbriche e banche dal fallimento, creando allo stesso tempo i presupposti per la creazione di vari "carrozzoni" assistiti ed infiltrati dalla politica che tanti danni hanno fatto al Paese nei decenni successivi. Con questo non voglio dire che il governo si debba girare dall'altra parte rispetto alle società in difficoltà, ma gli strumenti per intervenire sono altri”.

 

Una proposta, quella di Camusso, ritenuta da più parti ingenua e pericolosa. Pensare che ad avanzarla sia stato il principale sindacato del Paese, e che Stefano Fassina – responsabile economico del Pd – la condivida e la definisca “uno dei tanti strumenti a disposizione”, rende chiara tutta la gravità della questione liberale nel centrosinistra italiano.


Commenti   

 
0 #6 wb 2012-09-16 22:02
hai un'idea geniale?
scrivila su www.ideageniale.net
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0 #5 franco 2012-08-26 10:35
QUESTI SINISTRI AMANO TANTO I POVERI, CHE NE VORREBBERO SEMPRE DI PIU' IN PAPPONIA-LADRONIA!
come in tutti gli sventurati paesi caduti sotto il loro genocida tallone: x quanto si riciclino/rotta mino, mantengono sempre il DNA degenerato!
tale flagello ci sovrasta, con l'attuale dittatura di polizia fiscale-bolscev ica , dittatura ben + oppressiva, odiosa e cruenta della precedente fascio-savoiard a, che di certo non induceva tanti sudditi alla disperazione fino al suicidio, TOGLIENDO AD INTERE NUOVE GENERAZIONI OGNI SPERANZA DI FUTURO, d'altra parte da questi parassiti statalinisti e loro accodati, non ci poteva aspettare altro!!
ora che anche la cosca dex...za si è prostituita alla sinix...za, nessuno di questi turpi parassiti merita il nostro voto:
NON SPRECHIAMOLO!
NON VOTIAMOLI!
MANDIAMOLI A LAVORARE!
O MEGLIO TUTTI AFF....O
a tanto immondo pattume istitituzional/partitokratiko:
DUCE RISORGI!
CHE TI PERDONIAMO!
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0 #4 franco 2012-08-26 10:05
VERITA', CHE I PENNIVENDOLI DI REGIME E IL PORCILE RAI, NON DIRANNO MAI!
il debito pubblico si abbatte, col riprendere i proventi del ladrocinio istituzionale pluri decennale di tutti i partiti-canangl a, con la predazione delll'ingente e pregiato patrimonio INPS e altri istituti, fatta dalla cricca della triplice in combutta con le cosche della casta, in particolare sinx...za, (v. servizi 'STRISCIA LA NOTIZIA/IENE), dapprima con AFFITTOPOLI, poi con RESTAUROPOLI ed infine con SVENDOPOLI, refurtiva legittimata da apposite leggine 'AD CASTAM' ben + ripugnanti di quelle 'AD PERSONAM'.
predazione di beni dei lavoratori ereditati dalla precedente dittatura, di certo non peggiore di questa di polizia fiscale-bolscev ica del savoiardo: in c..o ai lavoratori, dei quali tanti sprovveduti continuano anche a versare il pizzo a queste istituzioni/partiti-canaglie.
X NON PARLARE DELLA TRUFFA CONTRIBUTI INTEGRATIVI, VERA TRAPPOLA PREDISPOSTA PRO CRICCA SINDACAL- SGR BANCARIE!
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0 #3 giuseppe 2012-08-24 07:07
Chi parla di IRI non ha capito una mazza di ciò che sostiene Camusso.Oppure è in mala fede-
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0 #2 franco 2012-08-23 21:39
SOLO LA VERITA' RENDE LIBERI!
cominciando dalla cospicua parte di riferimento delle cosche di questi partiti -canaglia e cricche accodate, del loro cospicuo bottino, frutto del pluridecennale ladrocinio istituzionale, naturalmente esentasse, così si metterebbe finalmente mano sui reali evasori fiscali, e non sui fantomatici evasori evocati, allo scopo di rendere + oppressiva e liberticida l'azione di predazione fiscale a carico dei soliti noti.
d'altra parte i despoti di ogni regime, creano dei 'mostri' x giustificare sempre peggiori repressioni: l'attuale cruenta dittatura fiscale-bolscev ica, ha messo in auge lo 'Evasore Fiscale' quale capro espiatorio del loro ladrocino istituzionale pluridecennale!
ogni dispotica dittatura, come quella di fatto che devasta la nazione a solo vantaggio delle cupole mafio-sioniste- massoniche di riferimento dei sicari che ci depredano con la complicità dei partiti-canagli a, SERVI-BURATTINI di questi loro DEMONI-BURATTIN AI!
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0 #1 Giuseppe gigliobianc 2012-08-23 18:52
Nei paradisi fiscali ci sono 21 mila miliardi, ecco dove sono finiti i nostri soldi, il debito pubblico italiano, 2 mila miliardi, e li, andiamo a riprenderceli
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