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06/12/19 ore

Pubblica Amministrazione, posto fisso per decreto


  • Antonio Marulo

Chi l’avrebbe mai detto fino a qualche anno fa che la P.A., il settore con lavoro sicuro per eccellenza, avrebbe conosciuto precarietà e incertezza. Eppure, l’uso, ma soprattutto l’abuso di contratti cosiddetti atipici, anche per eludere il blocco del turnover, ha creato un vero e proprio esercito di impiegati (necessari?) oggi in lista d’attesa per un posto in paradiso.

 

Il dato non è preciso e sarà oggetto di censimento accurato: si parla di circa 150mila lavoratori a tempo determinato in procinto di finire nel girone dei garantiti, grazie anche a un decreto del Governo emanato col preciso scopo di porre fine alla piaga di contratti il cui ricorso sarà consentito solo per "esigenze di carattere temporaneo o eccezionale” (sic!).

 

Il contratto tipico nel pubblico impiego tornerà quindi  ad essere quello di una volta: blindato e a tempo indeterminato, a cominciare, appunto, dai tanti precari che s’intende per così dire regolarizzare. Il decreto ne prevede per ora l’assorbimento di circa 80mila. Se questo poi risponda effettivamente alle esigenze di organico della P.A. non è questione a quanto pare rilevante.

 

Ciò che conta adesso è infoltire la già mastodontica dotazione di personale pubblico, a mo’ di ricetta anticrisi, senza tanto badare a spese. In compenso, ci sarà subito una stretta, prevista sempre dal decreto, su consulenze esterne ed auto blu: circa 320 milioni nel corso del 2013, che sembrano essere solo una goccia in meno nel mare magnum della spesa pubblica.

 

Intanto, i sindacati incassano e rilanciano. Ci sono ancora da sistemare altri settori, in primis quello della scuola; e per questo chiedono un ulteriore impegno del governo. Con quali risorse e in base a quali criteri di efficacia ed efficienza per la macchina amministrativa statale non è dato sapere.

 

 


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