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20/09/19 ore

Pillola contraccettiva, gratis in Francia per le adolescenti anche anonime



Rimborso statale del 100% della pillola contraccettiva per le ragazze minorenni di età compresa tra i 15 e i 18 anni: è quanto stabilito dall'emendamento presentato dalla ministra della Salute francese, Marisol Touraine, e approvato dal Parlamento transalpino nel quadro del progetto di bilancio 2013 sul welfare.

 

Il provvedimento prevede che anche l'aborto, per cui finora le donne maggiorenni pagavano una quota del 20-30%, sia integralmente a carico della sanità pubblica.

 

Le adolescenti che ricorreranno gratuitamente alla pillola anticoncezionale potranno inoltre godere dell'anonimato, senza dover dichiarare le proprie generalità, ma rivolgendosi, anche all'insaputa dei genitori, ai centri di pianificazione familiare pubblici, ai consultori o al proprio medico di famiglia (in Italia la pillola, che non è gratuita, non può neanche essere prescritta in forma anonima).

 

“Prevediamo un risparmio di circa 60 euro per ogni ragazza – ha spiegato la ministra per i Diritti delle donne, Vallaud-Belkacem – Attualmente, anche quando si fanno fare una ricetta a loro nome, il rimborso massimo al quale possono arrivare è il 65% della spesa totale. La misura riguarderà più di un milione di ragazze”.

 

Secondo le autorità sanitarie francesi, infatti, negli ultimi tempi è stato registrato un aumento delle gravidanze tra minorenni, intorno alle 10mila l'anno; di queste solo dal 5 al 10% vanno a buon fine. Sarebbe invece in calo il numero di donne francesi sopra i 18 anni che fanno ricorso alla pillola: la riduzione (-10%) si è registrata maggiormente per le ragazze tra i 20 e i 24 anni e la motivazione, oltre a un atteggiamento più circospetto riguardo l'uso dei medicinali, sarebbe di origine economica.

 

Per questo le misure appena adottate – puntualizza Martine Hatchuel, presidente dell’Associazione nazionale dei centri di interruzione volontaria di gravidanza (ivg) e di contraccezione (Ancic) – non sono sufficienti. Non bisogna solo focalizzarsi sulle minorenni, ma si dovrebbe intervenire allo stesso modo a vantaggio delle donne più giovani, spesso precarie o senza lavoro”. (F.U.)


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