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23/08/19 ore

Seif al-Islam Gheddafi in Libia destinato alla pena di morte



"Anche se il governo libico ha girato intorno alla questione, cerchiamo di essere molto chiari: in caso di condanna (in Libia) il Signor Gheddafi (Seif al-Islam, figlio dell’ex dittatore libico Muammar ndr) sarà impiccato". Queste le parole di Melinda Taylor, un avvocato d'ufficio, pronunciate davanti ai giudici della Corte Penale Internazionale, mentre è in corso una disputa tra la Corte  e Tripoli su dove Seif debba essere processato.

 

Mentre la Corte vuole processare Seif all’Aja, le autorità della Libia post-rivoluzionaria insistono che dovrebbe affrontare un processo nel suo paese d'origine. Gli avvocati libici hanno detto il 9 ottobre al panel di tre giudici della Corte che la Libia ha prove sufficienti per accusare Seif di crimini contro l'umanità, commessi quando Muammar Gheddafi ed i suoi fedelissimi cercarono di reprimere la rivoluzione libica dello scorso anno.

 

Ma gli avvocati hanno ammesso che, anche se Tripoli si è impegnata per un processo equo a Seif, si tratta di un "processo complicato e che la Libia ha bisogno di più tempo". Taylor, membro dell'ufficio di difesa della Corte Penale Internazionale, ha detto che il diritto ad un processo equo di Seif Gheddafi è stato violato essendo detenuto in isolamento nella città nord-occidentale libica di Zintan, dove si trova dal 19 novembre, data del suo arresto.

 

La Corte ha emesso mandati d'arresto per Seif, 40 anni, e per l'ex capo dell’intelligence di Gheddafi, Abdullah Senussi, 63 anni, nel giugno del 2011 sulla base di due accuse di crimini contro l'umanità commessi durante il tentativo di schiacciare la rivolta che ha messo fine ad oltre quattro decenni di dittatura di Muammar Gheddafi.

 

La giurisdizione della CPI è complementare rispetto a quella dei tribunali nazionali, e può agire solo quando uno Stato membro non è disposto o in grado di farlo. Funzionari libici avevano chiesto a maggio alla Corte di annullare la richiesta di consegna e rinunciare al caso. I giudici della Corte devono ancora decidere.

 

Taylor ha citato una legge approvata dal Consiglio Nazionale di Transizione (NTC) della Libia post-rivoluzionaria secondo cui nessun figlio di Gheddafi potrà mai beneficiare di clemenza. Mettere Seif Gheddafi sotto processo "non sarà motivato da un desiderio di giustizia, ma da un desiderio di vendetta", ha detto Taylor in udienza, aggiungendo che sia Seif che Senussi - estradato dalla Mauritania il mese scorso - devono ancora comparire davanti a un giudice. "Il signor Gheddafi non è una cavia (per la giustizia libica). E’ una persona con dei diritti. Non dovrebbe languire in prigione mentre la Libia cerca di costruire un sistema giudiziario", ha detto.

 

Alla richiesta di chiarire le date possibili per il processo di Seif e Senussi, Philippe Sands - che rappresenta Tripoli nel caso - ha dichiarato: "La stima più attendibile della data di inizio è febbraio 2013." Un terzo mandato di arresto per Muammar Gheddafi è stato cancellato dopo che l’ex dittatore è stato ucciso dalle forze ribelli il 20 ottobre dello scorso anno.

 

Le Nazioni Unite stimano che circa 15.000 persone siano state uccise nel conflitto, ma il NTC fissa la cifra a 30.000. La CPI è l’unico tribunale penale permanente al mondo istituito per perseguire genocidio, crimini contro l'umanità e crimini di guerra. (fonte Nessuno tocchi Caino)


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