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24/08/19 ore

Eutanasia, in Olanda boom di richieste per la 'dolce morte'


  • Livio Rotondo

Secondo i dati forniti dalla Commissione governativa olandese per l’eutanasia, nel 2012 c'è stato un notevole incremento di richieste per la 'dolce morte'; sono infatti stati registrati 559 casi in più dell’anno precedente. L'Olanda è uno dei pochi paesi (assieme a Svizzera, Belgio, Lussemburgo e allo Stato americano dell’Oregorn) a consentire il suicidio assistito.

 

In realtà qui si è assistito ad una progressiva depenalizzazione del reato di interruzione di vita, culminata nel 2002 con una legge che garantisce il diritto del cittadino di interrompere le cure nel caso la persona lo desideri o qualora la malattia sia diventata insopportabile.

 

Secondo il Segretario della Commissione per l’eutanasia, Nicol Visee, l’incremento del dato sul territorio nazionale non avrebbe una spiegazione univoca, bensì sarebbe da riferirsi ad un mutamento generale della popolazione sul problema nonché ad un invecchiamento percentuale della stessa.

 

Intanto in Svizzera (dal 2006 ad oggi) si è assistito ad un dimezzamento del numero di persone straniere che utilizzano la legge del 1941 sul suicidio assistito per garantire un fine vita consapevole e dignitoso qualora la malattia (anche una grave forma di depressione), lo impedisca.

 

Ed è proprio di queste ore il voto del Parlamento elvetico contro l’interruzione del suicidio assistito per gli stranieri; questa votazione ha confermato un referendum popolare dell’anno scorso che ribadiva la volontà di tenere aperta la pratica anche per gli extracomunicari.

 

Non ci saranno quindi nuove disposizioni per regolamentare più severamente l’assistenza al suicidio: secondo il Codice Penale Svizzero, infatti, con l’articolo 15 si punisce chiunque per motivazioni egoistiche istighi alcuno al suicidio; allo stesso tempo però la legislazione garantisce il diritto all’autodeterminazione; ognuno quindi deve poter decidere per se stesso, circa un fine vita dignitoso.


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