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17/01/19 ore

Prostituzione, in Europa un mercato che non conosce crisi


  • Serena Guerrera

Secondo un indagine dell’Unione Europea “tre quarti delle persone vittime del traffico di esseri umani sono oggetto di sfruttamento sessuale”. Non a caso la percentuale più alta di questo 'commercio della carne', il 79% del totale, riguarda le donne: di queste, il 12% di queste sono ragazze minorenni mentre il restante 21% è rappresentato da uomini e ragazzi.

 

Commentando il rapporto, la commissaria Ue Cecilia Malmström ha dichiarato che “uno dei motivi di questo incremento è certamente la crisi economica che ha reso queste stesse vittime ancora più deboli”. “E noi – conclude poi - avremmo dovuto fare molto di più nel passato, per aiutarle”.

 

Nonostante – almeno - sulla carta -  qualcosa già esista: una direttiva Ue che fissa i principi generali sulla prevenzione di questi fenomeni e sulla protezione delle vittime dovrebbe infatti entrare in vigore nell’aprile 2013; intanto però tempo fugit e lo schiavismo sessuale continua a diffondersi a macchia d’olio.

 

Ad essere maggiormente coinvolti nella 'tratta del sesso' sono soprattutto paesi dell'Est, come la Romania e la Bulgaria. Correlato a questo problema c’è poi quello della criminalità. Secondo la Commissione europea, infatti, il commercio di esseri umani è già la “seconda fonte di guadagno per le organizzazioni criminali internazionali" (al primo posto, invece, c'è la droga).

 

Un quadro preciso sulla situazione ancora non è stato delineato ma, facendo una prima stima, l’introito complessivo del traffico nella Ue raggiungerebbe già decine di milioni di euro all’anno, e nel mondo potrebbe arrivare al 2,5% del prodotto interno lordo complessivo. Numeri che si tramutano in cifre agghiaccianci se si parla delle vittime: 21 milioni, di cui oltre 5 milioni sarebbero bambine e bambini.


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