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25/05/22 ore

Nozze gay, la legge che divide la Francia



“I nostri metodi sono più radicali e sbrigativi delle manifestazioni. Avete voluto la guerra e l'avrete”. E ancora: “Il matrimonio per tutti equivale a sopprimere il matrimonio. Passato questo ultimatum, la vostra famiglia politica soffrirà fisicamente”. E' l'altra faccia della Francia, quella che contratta dalla rabbia e dallo sdegno guarda al sorriso di milioni di cittadini, scesi in piazza per festeggiare il sì definitivo alle nozze gay pronunciato dall'Assemblea Nazionale (con 331 voti a favore e 225 contrari) dopo l'approvazione del testo di legge, lo scorso 12 aprile, anche da parte del Senato.

 

La lettera minatoria contenente polvere da sparo recapitata al presidente dell'Assemblea nazionale Claude Bartolone alla vigilia del voto, firmata dal gruppo 'Interazione delle forze dell'ordine (Ifo), si fa portavoce infatti della profonda lacerazione creatasi nel tessuto sociale francese a seguito di quel nuovo articolo 143 del codice civile, inserito all'interno del pacchetto di misure varato dall'Eliseo, secondo cui “il matrimonio è contratto tra due persone di sesso opposto o dello stesso sesso”.

 

Una riforma, quella che consente anche le adozioni per le coppie omosessuali, che cambia radicalmente i connotati al tradizionale concetto di 'famiglia', innescando le fuoribonde reazioni dei movimenti cattolici e dei partiti di opposizione al governo.

 

E se i rappresentati dell'Ump, l'unione di centrodestra francese, hanno già annunciato che presenteranno ricorso davanti alla Corte Costituzionale, concentrandosi sulla “base del provvedimento” e su “alcuni punti procedurali” come l'adozione, la paternità o i contorni dei principi di legge sulla bioetica, lo 'scontento' popolare è stato manifestato nelle piazze principali di una Parigi blindata da quasi 1000 agenti della polizia.

 

Contro questi ultimi una decina di dimostranti, all'urlo di 'Hollande, la tua legge non la vogliamo', 'Noi siamo il popolo' e altri slogan omofobi, avrebbero lanciato oggetti, bottiglie, pietre e petardi, a cui le forze dell'ordine avrebbero risposto con il lancio di gas lacrimogeni. Gli scontri, avvenuti soprattutto sulla 'Esplanade des Invalides' e proseguiti fino a notte inoltrata, hanno portato all'arresto di almeno 12 persone mentre a Lione, teatro anch'essa di violenze in strada, le persone arrestate sarebbero state 44.

 

Intanto Frigide Barjot, portavoce del maggior movimento di protesta contro la legge, 'La Manif pour tous', ha confermato il corteo anti-nozze gay organizzato per il 26 maggio, dichiarandosi disposta ad un dietro-front solamente se verrà indetto un referendum popolare da sottoporre ai cittadini francesi, favorevoli sì, secondo Barjot, al matrimonio omosessuale, ma non all'adozione.

 

Nell'attesa di una risposta dal Presidente Hollande, la Francia, con il via libero di ieri, è divenuta di fatto il 15esimo Paese al mondo e il nono in Europa (non contando i 9 stati degli Usa) a consentire le nozze tra persone dello stesso sesso, andando ad unirsi a Belgio, Olanda, Danimarca, Finlandia, Norvegia, Svezia, Islanda, Spagna, Portogallo, Canada, Nuova Zelanda, Uruguay, Argentina e Sudafrica. (F.U.)


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