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17/07/18 ore

Sole Futurista alla Galleria Pulcherrima di Roma


  • Giovanni Lauricella

La mostra Sole Futurista, progetto e curatela di Carla Mazzoni, esposizione di centocinquanta opere accompagnate da un interessantissimo catalogo di  Gastone Ranieri Indoni, Carla Mazzoni, Robertomaria Siena, Salvatore Ventura, è un’importate evento che rivela le grandi potenzialità della galleria Pulcherrima a Roma.

 

Dal 1909, con la pubblicazione su Le Figaro del Manifesto Futurista di Marinetti iniziò quello che conosciamo come avanguardia artistica, primo movimento che generò tutte le altre avanguardie successive che si ebbero in Europa, fenomeno seminale importantissimo di cui la matrice storica ne chiarisce al meglio l’enorme portata culturale che caratterizzerà l’evoluzione dell’arte contemporanea.

 

Alcuni avvenimenti degli inizi del ‘900, prima del crollo delle borse del ’29, sono stati emblematici e anticipatori di quelle speranze epocali che non sono state esaudite a causa delle enormi difficoltà del secolo e che pertanto ancora  ci accompagnano.

 

Erano anni dei primi dirigibili e aerei, degli esperimenti sensazionali di Guglielmo Marconi che fonderà nel ‘20 la prima radio pubblica in Gran Bretagna, e anche del primo giro automobilistico d’Italia, corsa popolare nata nel 1901, che anticiperà di un anno la costruzione in serie delle auto negli stabilimenti Ford negli USA, senza dimenticare la sensazionale impresa di pochi anni dopo che fu la Pechino-Parigi di Scipione Borghese e Luigi Barzini.

 


 

Furono gli anni “formidabili” (come disse Mario Capanna dei suoi) in cui si raggiunsero per la prima volta i due poli in un periodo di “piccola glaciazione” (a Nord l’americano Peary e a Sud il norvegese Amundsen a - 60 gradi!), venne portato a termine il traforo del Sempione, il più lungo del mondo, altro che quelli pericolosi di cui si protesta adesso o quelli fasulli riferiti dagli economisti.

 

Nasceva in quegli anni la foga del primato, una “follia” generale per la velocità resa popolare dal design in bachelite aveva contagiato il mondo, al punto che vedere il fenomeno formalizzato in un movimento artistico era intuibile quanto ineluttabile: infatti Marinetti, personaggio spregiudicato di un’Italia che era tecnicamente all’avanguardia, e per giunta esaltato dall’énfasi dannunziana, non si lasciò sfuggire l’impeto innovativo che riuscì a cavalcare in tutto il mondo, esprimendosi nella letteratura e nelle arti visive.

 


 

Mi sono dilungato nella reminescenza di questi record perché la mostra organizzata da Carla Mazzoni nella galleria Pulcherrima, nella sua moltitudine di quadri futuristi esposti, mi ha rievocato l’atmosfera che a suo tempo fu lo stimolo di tale concezione artistica. Avanguardia nel vero senso del termine, perché altro non poteva essere, connotata da uno spirito avventuroso e rissoso, che costerà guerre e lutti, quando il verbo artistico si tradusse in azione politica e anche perché l’andare oltre la conoscenza in continuo avvitamento di errori e successi avrà successivi paralleli in altri movimenti di rottura che a tutt’oggi accompagnano la visione contemporanea culturale.

 

In una conflittuale predisposizione che abbiamo oggi contro i vertiginosi cambiamenti che ci mettono agli antipodi di quello che è stato il trascorso storico delle generazioni che ci precedono di poco: siamo quasi lobotomizzati, ovviamente siamo di fronte a una cultura, quella del Futurismo, ormai inconcepibile.

 


 

Mettere piede sulla soglia di Pulcherrima è, come disse mezzo secolo fa Armstrong arrivando sulla Luna: “un piccolo passo” e fruire, nulla di più che girare per la galleria.

 

Una buona occasione per chi voglia documentarsi su un pianeta culturale ancora da scoprire, se mai verrà fatto.

 

 

 

Sole Futurista

a cura di:

Carla Mazzoni Gastone Ranieri Indoni

Galleria Pulcherrima

Via Merulana, 44/45

Roma

 

 


Commenti   

 
0 #2 ilSocialista 2018-04-26 14:09
il buffo è che il futurismo vedeva lo sviluppo tecnologico ed industriale in chiave estetica ed irrazionalista tendendo a non vederne il portato di progresso sociale e di estensione democratica; solo l'affermarsi del fordismo e del keynesismo poi riportarono il capitalismo industriale alla sua natura positiva e razionale, ma ormai i danni ideologici e sociali erano fatti; purtroppo le arroganze irrazionaliste e primitiviste, che vediamo per esempio anche oggi nel capitalismo finanziarizzato , fanno sempre sfracelli
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0 #1 ilSocialista 2018-04-26 14:00
dici benissimo, un'arte ora inconcepibile ai tempi odierni; ad ogni modo l'arte futurista ha un suo fascino ed una sua piena dignità; ha detto qualcosa di importante dell'Italia nel mondo; il futurismo è la espressione in forma artistica dello sviluppo industriale nel settentrione dell'età giolittiana; uno sviluppo improvviso e per certi versi prodigioso; mentre il sud restava saldamente in mano al solo latifondo.
La industrializzaz ione, dove avveniva, metteva le masse in primo piano; cxarne da cannone si, ma ancor prima carne da fabbrica; gli umili non sono solo passivi contadini, ma protagonisti dello sviluppo
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