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20/08/18 ore

Conversazione con Anton Emilio Krogh sul suo libro "Come me non c'è nessuno" e altro …



Anton Emilio Krogh è vivace e divertente. Ama la musica e la compagnia degli amici. Lo incontriamo a piazza Montecitorio a Roma per parlare del suo libro rivelazione "Come me non c'è nessuno. Diario di un sogno", Mursia editore. Ci appoggiamo all’hotel Colonna grazie alla cortesia della direttrice.

 

“Un romanzo in parte catartico, rasserenante - ha dichiarato all'Adnkronos Krogh - Volevo raccontare la mia infanzia, solitaria e dolente, all'interno di una famiglia aristocratica e mondana degli anni '60. Mi sono sempre sentito un fanciullo inadeguato, ho sempre provato, incosciamente, un senso di abbandono. Mi rifuggiavo nella musica e nelle canzoni di Rita Pavone, che ho conosciuto e ritrovato dopo tanti anni - ha aggiunto - Momenti di pace, di conforto, di consolazione contro lo scoramento dell'esistenza''.

 

I rigidi codici borghesi mi stavano molto stretti - ha spiegato ancora -. Il mio sogno era evadere, dileguarmi... forse per salvarmi. Ma anche per confessare al mondo quello che non avevo mai osato rivelare. Ero attratto dall'altro sesso, nonostante un lungo fidanzamento con una mia coetanea.

 

“Krogh – scrive l’Agenzia Ansa - ci mostra un mondo tra luci e ombre, sogno e realtà, dove a contare è soprattutto l'amore e il coraggio di accettarsi e conoscere se stessi. Un viaggio a tappe, dall'infanzia solitaria all'adolescenza irrequieta, alla rottura delle convenzioni, alla scoperta di essere attratto dai ragazzi, fino a diventare quello che è oggi, un avvocato con una grande vena festaiola, forse quella vista e vissuta dai suoi genitori, nonostante il padre fosse severo, nei favolosi anni Sessanta. E ci sono anche gli anni Ottanta con le discoteche, la brillantina Tenax, le Timberland, il primo tour di Madonna e la Londra di Nick Kamen e una New York dove ogni forma di amore era già normale”.

 


 

Continuavano a scorrere i FavolosiAnniSessanta, i favolosi pigiama palazzo mille colori di mia madre, i chiassosi Ray-Ban di mio padre, l'agognato Carosello che era il confine fisico reale fra il mondo dei bambini e il mondo degli adulti e il Pon Pon, il mega pallone di gomma arancione a cavalcioni del quale saltavamo tutti come canguri.

 

Ecco l’audiovideo della conversazione…

 


 

- Conversazione con Anton Emilio Krogh sul suo libro "Come me non c'è nessuno" e altro

(Agenzia Radicale Video)

 

 


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